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Castellammare - Beffa per Stabia, niente fondi dal Governo per il porto: salta il progetto del polo crocieristico

La destinazione dei fondi del Pnrr per l’Autorità Portuale riguarderà soltanto i porti di Napoli (275 milioni) e Salerno (105 milioni). Castellammare paga lo scotto dell’assenza di progetti ereditati dalla precedente gestione dall’Autorità Portuale e dalla volontà politica di tutelare l’assetto attuale. Il porto sarà dedicato solo al cantiere e al diportismo.

di red


Niente fondi per il polo crocieristico a Castellammare di Stabia. Il Governo Draghi boccia l’inerzia sul tema dello sviluppo del porto, al centro di numerosi dibattiti che negli ultimi mesi hanno coinvolto le forze politiche e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale. Neanche un euro dei fondi del Recovery Plan destinati ai porti è stato indirizzato a Castellammare, che paga lo scotto dell’assenza di progettualità ereditate dalla precedente gestione da parte dell’attuale presidente Andrea Annunziata e soprattutto la percezione comune dell’assenza di volontà di cambiare l’assetto attuale del porto. Sulla mancata erogazione dei fondi Pnrr pesano oltremodo le posizioni assunte anche dall’amministrazione comunale, che ha manifestato la priorità alla tutela delle maestranze Fincantieri e degli operatori portuali. Scelte legittime, che tuttavia non lasciano spazio all’ipotesi di realizzare una stazione marittima che apra finalmente le porte del turismo alla città. Appare pertanto superflua anche l’ipotesi di demolire i silos, dal momento che in quell’area si trovano gli operatori del porto, concessionari fino al 31 dicembre 2023 quando d

ovranno essere avviate le nuove procedure per le concessioni demaniali. Va decisamente meglio a Napoli e Salerno, destinatari rispettivamente di 275 e 105 milioni di euro per la rigenerazione e riqualificazione delle aree portuali. Un tesoretto che Castellammare stavolta dovrà guardare da lontano, perdendo un’opportunità ghiotta per alimentare il turismo sul territorio. Un’occasione sfumata, dunque, che affonda le sue radici nelle spaccature evidenziate da maggioranza e opposizione, tra chi ha alimentato le manifestazioni di protesta di Fincantieri e chi invece si è posto come baluardo degli operatori del porto. E in questo contesto anche la Regione Campania non ha spinto affinché a Castellammare fossero destinati i fondi utili per la rigenerazione dell’area portuale. Ci sono già invece i 35 milioni di fondi Cipe per tombare lo scivolo di varo del cantiere, mentre ulteriori 40 milioni sono stati assicurati da Fincantieri per l’ammodernamento strutturale dello stabilimento. Nulla di più per innestarsi sul solco del turismo. Nell’area portuale di Castellammare restano cantieristica e diportismo, con buona pace di chi auspicava finalmente la svolta turistica della città.


mercoledì 17 novembre 2021 - 12:34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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