La storica struttura degli ex Salesiani, nota negli ultimi anni come Vesuvian Inn, cambia ufficialmente proprietà. L’immobile, da tempo al centro del dibattito politico e culturale cittadino, è stato acquistato da una società di proprietà di una cittadina cinese con sede a Napoli. Una notizia emersa nelle ultime ore che riaccende l’attenzione sul destino di uno dei complessi immobiliari più significativi del territorio stabiese. Protocollata nella giornata di ieri un’interrogazione sull’affidamento dei lavori del Waterfront
«Con la vendita dei Salesiani la città ha perso un’occasione. Stiamo parlando di circa 10.668 mq di superficie coperta e di 13.970 mq di superficie scoperta, venduti all’asta a poco più di due milioni e settecentomila euro. Una vergogna per gli spazi sottratti per “quattro soldi” al Centro Antico, a Scanzano e alla città tutta. Un’occasione persa per riaprire spazi e accendere le luci, rispetto al peso che esercita la camorra anche in questi quartieri.
Non ci sono altre parole per commentare la vendita all’asta degli ex Salesiani, ad una società con sede a Napoli ma che fa capo ad un’acquirente cinese. Abbiamo tentato – ricorda Base Popolare - in ogni modo di scongiurare un fatto del genere”. Prima una raccolta firme, poi una mozione in Consiglio Comunale dove ci si era impegnati, con il voto dello stesso Sindaco, a verificare la possibilità -d’intesa con Regione e Città Metropolitana- di far rimanere in mani pubbliche la struttura dei Salesiani che da sempre ha sempre è stata un riferimento per generazioni di ragazzi e ragazze di Castellammare. Come è andata oggi lo sappiamo tutti. Ancora una volta l’assenza di qualsiasi informazione al Consiglio e alla città su eventuali verifiche e iniziative assunte per constatare la praticabilità della nostra proposta, ha dimostrato la costante sottovalutazione del ruolo del Consiglio Comunale il tentativo di svuotarne le funzioni, e la non visione strategica di questa amministrazione. Inutile sottolineare che nonostante un impegno preso votando la mozione nulla si è fatto oggi resta l’amarezza dei tanti stabiesi che sui social commentano sgomenti quanto accaduto. Abbiamo richiamato l’attenzione su quanto stava avvenendo sulla struttura dei Salesiani anche con la nota dei primi mesi del 2025 azioni e iniziative che sono rimaste colpevolmente inascoltate.
Si sarebbero potute utilizzare anche risorse europee del programma “Più Europa”? Era così impossibile ottenere dalla Città Metropolitana, dalla Regione, dal momento che si sta manifestando uno sforzo versi realtà che presentano situazioni sociali difficili, ottenere i finanziamenti necessari? Si poteva candidare questa priorità nel programma PRIUS che ci assegna 22 milioni di euro? Perché non si è approntato un progetto con il Parco dei Monti Lattari, per realizzare un rapporto tra la struttura dei Salesiani e il Parco delle Terme?
I Cittadini e il Consiglio hanno il diritto a una risposta e a un chiarimento
Non erano forse anche questa struttura, e questi spazi,
insieme alla scuola, importanti per combattere la Camorra
In quest’ultimi tempi con una serie di interrogazioni presentate a partire da quella su Fincantieri abbiamo richiamato l’importanza del ruolo del Consiglio Comunale chiedendo all’Amministrazione chiarimenti sulle scelte da adottare o già prese. Proprio ieri il nostro consigliere Maurizio Apuzzo ha protocollato un’interrogazione in merito alla riqualificazione del Waterfront un intervento dal carattere strategico e dalla rilevante complessità tecnica, ambientale e funzionale che avrebbe, a nostro avviso, richiesto un’applicazione rigorosa e non elusiva delle norme del D.lgs. 36/2023, nonché un’istruttoria rafforzata sotto il profilo della trasparenza e della concorrenza. In questo caso, invece, l’Amministrazione ha fatto ricorso all’affidamento diretto ai sensi dell’art. 50, comma 1, lett. b), D.lgs. 36/2023, utilizzando una determinazione del valore del servizio limitata a un importo parziale, non corrispondente al reale valore economico e funzionale complessivo dell’affidamento, tale scelta sembrerebbe in violazione dell’art. 14 del D.Lgs. 36/2023, che impone la corretta determinazione del valore dell’appalto e vieta ogni forma di artificioso frazionamento o elusione delle soglie. Tra le altre cose non si può non tenere conto che l’operatore economico individuato quale contraente, ha registrato nell’anno 2024-secondo quando riportato dalla stampa - un fatturato pari a circa 85.000 euro. Circostanza che, se confermata, renderebbe del tutto incomprensibile, in assenza di motivazione rafforzata, la valutazione di adeguata capacità tecnica, organizzativa ed economico-finanziaria, oltre a risultare in contrasto con i requisiti di affidabilità e proporzionalità richiesti dal Codice e dai principi eurocomunitari. Il ricorso alla consegna d’urgenza del servizio sembrerebbe disposto in assenza dei presupposti richiesti dall’art. 50, comma 6, D.lgs. 36/2023, non emergendo alcuna situazione di imprevedibilità o urgenza reale tale da giustificare la compressione delle garanzie procedurali”. Sindaco e Giunta in aula dovranno spiegarci:
-per quali ragioni siano stati disattesi gli artt. 1, 2, 3, 14, 17 e 50 del D.lgs. 36/2023 nella scelta dell’affidamento diretto e nella determinazione del valore dell’appalto;
– quali criteri oggettivi e verificabili siano stati adottati dal Dirigente del Settore IV e dal RUP per individuare il contraente;
– in base a quali valutazioni un operatore con un fatturato 2024 pari a circa 85.000 euro sia stato ritenuto idoneo a sostenere un incarico di tale complessità;
– quali esperienze pregresse specifiche siano state valutate e se siano state effettuate comparazioni con altri operatori economici;
– per quali motivi sia stata disposta la consegna d’urgenza in assenza dei presupposti di cui all’art. 50, comma 6, D.lgs. 36/2023;
– se l’Amministrazione intenda procedere immediatamente all’annullamento in autotutela del provvedimento, ai sensi della L. 241/1990, per evitare l’aggravarsi delle responsabilità.»