«Apprendo con sommo dispiacere che, sebbene il progetto del rilancio del termalismo vada avanti sulle linee guida approvate dalla nostra amministrazione, tuttavia i lavoratori di Terme restano ulteriormente penalizzati». L'ex sindaco Antonio Pannullo lancia l'allarme in merito al destino dei termali, per i quali non sarà prevista alcuna clausola sociale né altri percorsi finalizzati a salvaguardare il futuro dei lavoratori licenziati in seguito al fallimento della società Terme di Stabia spa. «Nessuna clausola sociale, nessun percorso di salvaguardia, nessuna tutela, nessun paracadute. Il rammarico è grande. - spiega Pannullo - Con tanti di loro avevamo lavorato vagliando una serie di ipotesi, anche raccogliendo suggerimenti giurisprudenziali e di indirizzo Anac che quantomeno salvaguardassero l’occupazione, se non le mansioni e le qua
lifiche. Il mio è un chiaro segno di dolore, così come sono seriamente preoccupato per l'approvazione della convenzione con la Soprintendenza per la Reggia di Quisisana. È evidente che questo è il prezzo da pagare rispetto alla dabbenaggine di chi ha voluto lasciare una città senza governo». Il prossimo step per la rinascita delle Terme consisterà nella pubblicazione, verosimilmente durante la prossima settimana, della manifestazione di interesse sulla scorta del capitolato dell'Anac per la nuova normativa degli appalti. Sul piatto c'è il rilancio delle Antiche e Nuove Terme, riunite in un unico blocco sotto l'egida di Sint e pronte a finire sul mercato insieme all'Hotel delle Terme e a Caserma Cristallina mediante un contratto trentennale di fitto di ramo d'azienda. Ma in questo percorso non sembra esserci spazio per i lavoratori.