Una sfida persa in partenza. La balneabilità sulla fascia costiera antistante la villa comunale rischia di rappresentare l'ennesimo annuncio senza riscontro da parte di un'amministrazione che, forse troppo impegnata nelle manovre di rimpasto della giunta, continua a brancolare nel buio sulle tematiche più importanti per il rilancio turistico ed economico della città.
Il responso dell'Arpac in merito alle ultime analisi effettuate sulle acque è a dir poco impietoso. I valori di escherichia coli ed enterococchi intestinali superano di 10 volte la soglia consentita per la balneabilità e gli scarichi in mare, provenienti soprattutto dal rivo San Marco, continuano a inquinare le acque del litorale stabiese, emanando un odore nauseabondo.
Pannullo ha promesso che entro fine anno riuscirà a garantire la chiusura di tutti gli scarichi in mare in cooperazione con Gori, Arcadis e Ente d’Ambito, con cui i tavoli tecnici si susseguono a Palazzo Farnese da alcuni mesi. Ma sulla vicenda sta lavorando assiduamente anche il capogruppo regionale del PD, Mario Casillo, che ha affermato di recente che sulla baln
eabilità entro il 2019 si gioca una fetta di credibilità.
Ebbene, la credibilità del sodalizio Pannullo-Casillo è fortemente a rischio sulla base delle ultime analisi e delle normative vigenti, che impediscono di dare l'ok alla balneazione se non saranno trascorsi almeno tre anni consecutivi di analisi positive. In pratica, prima del 2020 appare quantomeno azzardata l'idea di fare il bagno nelle acque antistanti la villa comunale, specie se si considera che mancano ancora 800 metri per il completamento del collettore di Gragnano che convoglierebbe gli scarichi provenienti dai Monti Lattari, in particolare quelli di Casola, Gragnano, Lettere, Pimonte e Agerola, che confluiscono nel mare di Castellammare di Stabia.
E nel frattempo in tanti non si preoccupano dei divieti, in verità poco visibili in ragione dell'unico cartello inibitorio posizionato sull'arenile, e continuano a immergersi nel mare di fronte alla villa comunale, senza che le forze dell'ordine intervengano a tutela della salute dei bagnanti, che per un'ora di relax e divertimento rischiano di mettere fortemente a repentaglio la propria salute.