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Castellammare - Avviata la liquidazione della Sint, Sica: «Teniamo d'occhio il ricorso dei lavoratori delle terme»

Ora si punta a chiudere il caso Monte dei Paschi di Siena. L'assessore Amato: «Avremmo preferito rinviare il pagamento a febbraio ma MPS non ce l'ha permesso».

di Raimondo De Luca


   L'hotel delle Terme

Operazione Sint, si parte. È ufficialmente partito ieri il piano di palazzo Farnese per liquidare la società che gestiva anche le terme. La partecipata del Comune di Castellammare annovera circa 5 milioni di debiti - 3,8 dei quali proprio verso l'Ente pubblico - ed è ora compito dell'amministrazione guidata dal neo sindaco Gaetano Cimmino garantirne il rilancio del patrimonio, evitando il dissesto finanziario della città. Anche per questo la prima mossa che il liquidatore Vincenzo Sica ha esposto ieri mattina in assemblea è stata quella di presentare richiesta di un concordato in bianco nei confronti dei creditori presso il tribunale di Torre Annunziata.

Nel summit tenutosi in Municipio alla presenza, oltre che del sindaco, anche dell'assessore al Bilancio Stefania Amato, dei revisori legali e della funzionaria della Sint Alessandra D'Andrea, il commissario ha ottenuto, in soldoni, di guadagnare tempo. L'intera commissione si è riservata di esaminare tutto l'incartamento, ma la strategia appare logica e necessaria: il concordato siglato ieri permetterà di congelare fino ad un massimo di 6 mesi eventuali pendenze legali con i creditori. Due, in questo senso, sono le scure che minacciano le casse di palazzo Farnese: il contenzioso della società 'Terme di Stabia' - anch'essa in liquidazione - che ha trascinato in tribunale il Comune per la cattiva gestione della sua partecipata (prossima udienza fissata per l'11 dicembre, si rischia una sanzione di 12 milioni di euro), e il ricorso presentato alla Corte d'Appello dai dipendenti termali contro lo stesso trasferimento della Sint. Quest'ultimo non lascia tranquillo il liquidatore: «Bisognerà capire - afferma Sica a StabiaChannel.it - se ci sono gli estremi perché la sentenza dello scorso 8 agosto venga ribaltata il loro favore, e nell'eventualità che ciò accada valutare se la sottoscrizione del concordato possa effettivamente prorogare l'esecuzione della sentenza prevista per il 17 gennaio 2019. A tal proposito incontrerò un pool di avvocati la settimana prossima». In entrambi i casi citati, comunque, una sconfitta avrebbe ripercussioni carastrofiche sui conti pubblici: laggasi pure alla voce 'dissesto'.

Portare la clessidra dalla propria parte significherebbe avere più margini di trattativa con i creditori per scongiurare sentenze rischiose. Le carte che la Sint può giocarsi, del resto, sembrano valide: la fase du

e del piano porta infatti alla cessione di una parte del patrimonio societario. Più precisamente quello inerente alle strutture esterne delle terme, il parcheggio da solo frutta circa 60mila euro annui, ma non solo. Sul piatto potrebbero essere messi anche i campi da tennis e golf. L'obiettivo, ad ogni modo, è quello di ripianare il debito verso i privati di 1,2 milioni, «un'operazione fattibile» a detta dello stesso Sica. Nella terza ed ultima manovra, forse la più delicata, si cercherà di arrivare a dama con l'acquisizione da parte del Comune di Castellammare di tutti gli immobili della Sint. Più facile a dirsi che a farsi, visti i 3,8 milioni di debiti che le casse pubbliche dovrebbero riscuotere: per farlo servirà l'ok della Corte dei Conti.

«Inizialmente potrebbero configurarsi gli estremi del danno erariale - commenta il liquidatore -, ma proveremo a convincere i revisori che il patrimonio della Sint vale molto di più, se sapremo farlo fruttare». Una precisazione quanto mai opportuna visto che sul destino degli immobili, l'Assise è già spaccata ancor prima di iniziare il dibattito. Prematuro affrontare ogni proposta, secondo il sindaco, prima bisognerà far fronte comune per superare indenni il 2019, anno in cui l'amministrazione punta a togliersi dal capo l'incombente spada di Damocle.

A proposito di politica, ben prima si dovrebbe chiudere il caso Monte dei Paschi di Siena. L'istituto di credito toscano vanta ancora un credito nei confronti della Sint di circa 600mila euro e, a causa di un documento del 2006 che ha reso di fatto il Comune garante dei mancati pagamenti della sua partecipata, l'Assise stabiese dovrà ora approvare entro il 30 novembre (data della scadenza della proroga concessa dalla banca) la variante di bilancio che consentirà il pagamento della rata. Del resto, anche in questo caso, è vietato sgarrare: un eventuale ritardo porterebbe alla rimodulazione del debito in cui verrebbero sottratte parecchie agevolazioni fiscali che porterebbero la somma dovuta a un milione e 200mila euro. «Avremmo preferito rinviare il pagamento a febbraio per iscriverlo sul prossimo Previsionale - ci ha rivelato l'assessore al ramo Stefania Amato -, ma Mps ha declinato la proposta e ora non abbiamo scelta: con qualche piccolo taglio ce la faremo». La delibera, fanno sapere gli uffici tecnici, è già pronta. Entro una settimana si andrà in Aula per approvarla.

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sabato 10 novembre 2018 - 16:20 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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