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Castellammare - Attesa per il verdetto del Viminale dopo il caso di Torre Annunziata

La commissione d'accesso ha concluso le verifiche a fine aprile. Nelle prossime settimane potrebbe arrivare la decisione sulla sussistenza o meno dei presupposti per lo scioglimento del Comune.


Due città, percorsi amministrativi paralleli e ora un'attesa che si concentra su Castellammare di Stabia. Dopo il provvedimento che ha portato allo scioglimento del Comune di Torre Annunziata per infiltrazioni camorristiche, l'attenzione si sposta sull'esito delle valutazioni del Viminale relative alla città stabiese. La commissione d'accesso nominata dal Ministero dell'Interno ha concluso il proprio lavoro alla fine di aprile e nelle prossime settimane potrebbe arrivare la decisione definitiva sulla sussistenza o meno dei presupposti per un eventuale scioglimento dell'ente.

Le analogie tra le due città, negli anni passati, non sono state poche. Nel 2022 sia Torre Annunziata che Castellammare di Stabia furono sciolte per infiltrazioni camorristiche. Due anni dopo, nel 2024, entrambe hanno voltato pagina affidando il governo cittadino a coalizioni di centrosinistra con il Partito Democratico tra i principali protagonisti: Corrado Cuccurullo a Torre Annunziata e Luigi Vicinanza a Castellammare. Un percorso che sembrava segnare l'inizio di una nuova fase amministrativa ma che, all'inizio del 2026, ha registrato un'altra significativa coincidenza: l'insediamento delle commissioni d'accesso nei due Comuni per verificare eventuali condizionamenti della criminalità organizzata sull'attività amministrativa.

Da quel momento, però, le vicende hanno seguito traiettorie differenti.

A Torre Annunziata il clima si è progressivamente complicato anche sul piano politico e istituzionale. A fare rumore sono state le dichiarazioni del procuratore Nunzio Fragliasso, che in occasione dell'avvio dell'abbattimento di Palazzo Fienga ha parlato di rapporti di contiguità con ambienti camorristici e di ombre sull'amministrazione comunale. Nel frattempo il sindaco Corrado Cuccurullo ha rassegnato le proprie dimissioni e ha deciso di non ritirarle allo scadere dei venti giorni previsti dalla legge. Dieci giorni più tardi è arrivato comunque il provvedimento di scioglimento disposto dal Consiglio dei ministri.

A Castellammare, invece, il sindaco Luigi Vicinanza ha scelto una linea diversa. Pur nel pieno delle verifiche ministeriali e delle polemiche politiche, ha ribadito la volontà di proseguire il mandato e continua a portare avanti l'azione amministrativa. Nel corso degli ultimi mesi ha in

oltre preso le distanze da due consiglieri della maggioranza, che poi si sono dimessi: uno coinvolto direttamente in un'indagine e un altro legato da rapporti familiari a persone finite sotto la lente degli investigatori nell'ambito di inchieste riguardanti possibili rapporti con soggetti vicini ai clan.

Una vicenda che ha avuto inevitabili ripercussioni anche sul piano politico. A segnare uno spartiacque è stata anche la decisione dell'europarlamentare Sandro Ruotolo, eletto in consiglio comunale nelle liste del Partito Democratico, di dimettersi dall'assise cittadina, sostenendo che l'amministrazione non abbia rappresentato un argine sufficientemente forte rispetto ai rischi di infiltrazione criminale.

Nel frattempo, è cresciuto il dibattito interno al Pd. Se il gruppo consiliare del Partito democratico continua a sostenere il sindaco Vicinanza e l'azione della maggioranza, i vertici regionali del Pd hanno assunto una posizione più critica, prendendo progressivamente le distanze dall'esperienza amministrativa stabiese. Una frattura politica che testimonia quanto il tema della legalità e del contrasto alle infiltrazioni camorristiche sia diventato centrale nel confronto interno al centrosinistra.

Intanto il lavoro della commissione d'accesso è terminato e il dossier è ora nelle mani del Ministero dell'Interno. Sarà il Viminale a valutare gli atti raccolti durante mesi di verifiche e a formulare le proprie conclusioni, che successivamente potranno approdare all'esame del Consiglio dei ministri.

Gli scenari restano aperti. Da un lato la possibilità che il Ministero ritenga non sussistenti gli elementi necessari per un nuovo scioglimento, consentendo all'amministrazione Vicinanza di proseguire il proprio percorso. Dall'altro l'eventualità che emergano elementi tali da giustificare un nuovo commissariamento dell'ente. Per questo motivo l'attenzione della politica cittadina, ma anche delle istituzioni e dell'opinione pubblica, resta concentrata su Roma.

Dopo anni di percorsi paralleli, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia si trovano ancora una volta legate da una storia comune. Ma il prossimo pronunciamento del Viminale potrebbe segnare il momento in cui i destini delle due città torneranno definitivamente a separarsi oppure a incrociarsi ancora una volta.


sabato 6 giugno 2026 - 20:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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