Un incontro per discutere delle assunzioni all'interno della ditta che gestiva i parcheggi a Castellammare di Stabia. Un incontro al quale parteciparono Gino Tommasino, consigliere comunale Pd ucciso nel febbraio 2009, un altro esponente in assise sempre del Pd (al momento coperto da omissis), Francesco Belviso, ras di Scanzano ed esponente dei D'Alessandro, Renato Cavaliere, altro membro di Scanzano, e il titolare della società. A raccontarlo alla DDA è stato lo stesso Belviso, alias Ciccio o' mister morto in una località segreta un mese fa. Un interrogatorio datato settembre 2012, tre anni dopo l'omicidio Tommasino, e che è servito ai magistrati per ricostruire le motivazioni dietro il raid contro il consigliere comunale del Partito Democratico. I verbali sono stati inseriti nella maxi inchiesta Tsunami che vede indagate 30 persone vicine al clan D'Alessandro fra cui i capi clan Michele e Vincenzo D'Alessandro e il luogotenente Paolo Carolei.
Secondo quanto raccontato dal pentito, i cinque si incontrarono nelle Terme di Stabia per discutere delle ultime assunzioni nella società. In particolare i due politici avrebbero garantito tre dei quattro posti disponibili a persone a loro vicine mentre a Scanzano sarebbe rimasta solo una postazione. Per Belviso quella riunione fra politici e clan fu molto animata, con alcune pressioni esercitate sul direttore della societ&agra
ve; che si occupava dei parcheggi che doveva sottostare alle richieste di entrambe le parti in causa. In particolare i D'Alessandro avrebbero lasciato scegliere ai politici i nomi delle persone da assumere anche perchè la cosca colpiva con richieste di pizzo salatissime la stessa ditta che era ormai diventata preda della camorra. Il racconto di Ciccio o' mister conferma le ricostruzioni fatte dalla Direzione Distrettuale Antimafia negli ultimi anni, il movente dell'omicidio Tommasino è da ricercare proprio nel business parcheggi.
In compagnia di Tommasino, però, c'era anche un altro consigliere comunale in forza al Partito Democratico che al momento è coperto da omissis. I magistrati non hanno ancora svelato il nome del politico che sarebbe coinvolto nella questione, almeno secondo quanto raccontato da Belviso. Così come anche altre parti del verbale sono al momento secretati perchè le indagini su Tommasino in realtà non si sono mai fermate. Gli inquirenti sono riusciti a risalire agli esecutori dell'omicidio ma al momento restano ignoti i mandanti. L'obiettivo della DDA è quello di fare luce su un periodo oscuro della città di Castellammare, un periodo in cui la camorra era riuscita ad inserirsi nella macchina amministrativa e che riusciva a condizionare le scelte dei politici. A distanza di dieci anni, i dubbi sull'omicidio Tommasino restano.