Oltre 2,8 milioni per l’assistenza ai disabili: dubbi su ore, qualità e controlli. L’opposizione attacca: “Gestione debole, senza visione e senza controllo”
I Consiglieri comunali Antonio Cimmino, Antonio Alfano, Gisella D’Amora e Nicola De Filippo hanno presentato un’interrogazione all’Assessore alle Politiche Sociali e al Dirigente del Settore in merito all’affidamento e alla gestione del servizio di assistenza specialistica scolastica per gli alunni con disabilità per il quadriennio 2025–2029.
Parliamo di un appalto da oltre 2,8 milioni di euro, affidato all’A.T.I. composta da Sirio Società Cooperativa Sociale e Nasce un Sorriso Soc. Coop. Sociale, destinato a garantire un servizio essenziale per il diritto allo studio e l’inclusione.
Eppure, proprio su questo servizio, emergono ombre pesanti.
L’offerta dell’aggiudicatario è stata sottoposta a verifica di anomalia in sede di gara. Un passaggio che, già da solo, avrebbe dovuto imporre all’Amministrazione un controllo rigoroso e continuo nella fase esecutiva.
Controllo che oggi appare debole, se non del tutto insufficiente.
Il dato più allarmante è che oltre il 95% dell’appalto riguarda il costo del personale.
Tradotto: se qualcosa non funziona nei pagamenti o nell’organizzazione interna, a pagarne il prezzo sono direttamente i lavoratori e, soprattutto, gli studenti con disabilità.
E la domanda centrale resta senza risposta:
le ore previste nei PEI vengono realmente garantite oppure sono state ridotte, rimodulate o “compresse” per esigenze di bilancio?
Non solo. I Consiglieri chiedono chiarezza anche sulla reale natura del servizio: gli operatori impiegati svolgono effettivamente attività specialistiche oppure vengono utilizzati, di fatto, per mansioni diverse, svuotando il senso stesso dell’appalto?
Sotto il profilo amministrativo, emergono interrogativi anche sulla composizione della commissione di gara e sulle competenze effettivamente messe in campo per valutare progetti complessi in materia di disabilità.
Ma il punto politico è uno, ed è chiarissimo.
“Quello che emerge è una gestione senza visione, tutta concentrata sugli adempimenti formali e completamente priva di un reale controllo sulla qualità del servizio.
Non è accettabile che un appalto da milioni di euro venga gestito in modo così passivo, senza un presidio forte da parte dell’Amministrazione.”
E ancora:
“Qui non si tratta di numeri o di atti amministrativi, ma della vita quotidiana di studenti con disabilità e delle loro famiglie. Quando manca il controllo pubblico, il rischio è sempre lo stesso: un servizio sulla carta perfetto, ma nella realtà ridotto, frammentato e inefficace.”
I Consiglieri denunciano inoltre il rischio concreto che una gestione di questo tipo finisca per trasformare un diritto fondamentale in una prestazione incerta, esposta a logiche organizzative ed economiche che nulla hanno a che vedere con l’inclusione.
“Non è una svista. È una responsabilità politica precisa. E su questo non faremo un passo indietro.” I Consiglieri restano in attesa di una risposta chiara, puntuale e documentata.