Il Tribunale di Firenze ha concesso la libertà a Sebastiano Donnarumma, funzionario dell’Asl accusato di corruzione. L’uomo, originario di Pimonte, era finito ai domiciliari dopo la maxi inchiesta della Dda toscana che ha scoperto un’organizzazione, attiva tra Napoli e Firenze, che intascava fondi pubblici invece che portare a termine i lavori richiesti. Per l’accusa Donnarumma era il tramite tra l’Asl e i gruppi criminali interessati all’affare. Ricostruendo i movimenti degli ultimi anni, il legale dell’architetto ha prima ottenuto i domiciliari e successivamente la totale scarcerazione.
In attesa che si concluda il processo, Donnarumma è un uomo libero anche se non potrà recarsi a lavoro, come richiesto espressamente dal giudice del Tribunale di Firenze. Nell’inchiesta della Dda finì anche il figlio, Davide Donnarumma, residente a Castellammare che avrebbe acquistato a Caserta un appartamento al costo
di 120mila euro. Secondo quanto ricostruito, quel tipo di immobile valeva circa 240mila euro. Per l’accusa, queste sarebbero solo alcune delle tante agevolazioni che la famiglia Donnarumma ha ricevuto nel corso degli ultimi cinque anni grazie all’organizzazione criminale che era stata appunto creata.
La Dda ha comunque accertato che in Campania, gran parte dei lavori che dovevano essere condotti dall’Asl Na3 Sud, venivano affidati a ditte toscane che poi, in breve tempo, creavano una sede amministrativa tra Castellammare e i Monti Lattari. Così facendo i lavori aumentavano anche se difficilmente venivano portati a termine. A complicare la posizione dei Donnarumma furono i guadagni enormi che i due hanno ricevuto nel 2013 al 2017. Soldi che hanno poi reso possibile l’acquisto di box, appartamenti e altri beni di lusso. Per gli inquirenti, con gli stipendi che percepivano i due, erano impossibili simili operazioni.