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Castellammare, ascensore inclinato e parcheggio sul Monte Solaro: i Democratici e Progressisti chiedono chiarimenti

Nel mirino la delibera regionale n. 436 sulla variante al Piano urbanistico territoriale per il progetto a servizio della stazione di Castellammare Centro. Dubbi su iter amministrativo, localizzazione dell’opera, pareri paesaggistici e cambio dei progettisti: chiesto un riesame prima del passaggio in Consiglio regionale.


L’ascensore inclinato e il parcheggio sul Monte Solaro tornano al centro del dibattito cittadino. I Democratici e Progressisti chiedono alla Giunta regionale della Campania di approfondire la delibera n. 436 del 6 agosto 2026, relativa alla proposta di variante al Piano urbanistico territoriale (PUT) per il progetto denominato «Lotto III – Ascensore inclinato e parcheggio sul Monte Solaro a servizio della stazione di Castellammare Centro».
Secondo il gruppo politico, l’iter amministrativo presenterebbe diversi aspetti che necessitano di chiarimenti prima che la proposta venga sottoposta all’esame del Consiglio regionale. Nel comunicato diffuso il 9 ottobre, vengono sollevati interrogativi sulla paternità del progetto, sui rapporti con i privati interessati dagli espropri, sulle caratteristiche del parcheggio e sul quadro dei pareri acquisiti.
Le questioni, sottolineano i firmatari, riguardano un intervento previsto in un’area particolarmente delicata sotto il profilo paesaggistico, ambientale e archeologico.

Chi ha progettato l’intervento? Il nodo dei ruoli tra Comune ed EAV
Uno dei primi punti evidenziati riguarda la ricostruzione delle responsabilità progettuali. Nelle premesse della delibera regionale, si legge nel comunicato, il progetto esecutivo del Lotto III sarebbe stato proposto dall’Amministrazione comunale di Castellammare di Stabia. Dagli atti relativi al procedimento emergerebbe, tuttavia, che il Consiglio comunale ha approvato la richiesta di variante al PUT relativa al progetto presentato da EAV.
Da qui la richiesta di chiarire quale sia l’effettiva origine della proposta, quali compiti spettino al Comune e quali a EAV, società indicata come soggetto attuatore e stazione appaltante.
I Democratici e Progressisti chiedono inoltre di ricostruire le ragioni per cui EAV abbia indetto la Conferenza di servizi e predisposto un nuovo progetto di fattibilità tecnico-economica, in sostituzione di quello precedente, successivamente stralciato.

I rapporti con i privati e le ditte espropriande
Un altro tema riguarda le interlocuzioni con i soggetti privati interessati dall’intervento, in particolare con le ditte espropriande. Il comunicato richiama il punto f.5 della delibera regionale, nel quale emergerebbero richieste e proposte avanzate da privati, tra cui la società Prominvest S.r.l.
Il gruppo politico domanda quando si siano svolti gli incontri, chi vi abbia partecipato e se siano disponibili verbali, relazioni o altri documenti ufficiali che consentano di ricostruire il contenuto delle proposte e il modo in cui sarebbero state valutate.
Viene richiamata anche una nota del 19 novembre 2025 della Direzione generale per il Governo del territorio della Regione Campania, che, secondo quanto riportato nel comunicato, avrebbe precisato l'impossibilità di inserire nella procedura di variante al PUT in corso le opere che le ditte espropriande intendevano realizzare.
Per i Democratici e Progressisti è quindi necessario fare chiarezza sulle interlocuzioni avvenute e garantire la tracciabilità delle decisioni amministrative.

Parcheggio interrato o a raso? Chiesta una localizzazione precisa
Tra le questioni sollevate c’è anche la configurazione del parcheggio previsto sul Monte Solaro. L’oggetto della delibera e la descrizione dell’intervento fanno riferimento a un

«parcheggio interrato». Alcune prescrizioni della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, relative all’utilizzo di pavimentazioni permeabili e alla messa a dimora di essenze arboree autoctone, richiamerebbero però anche la sistemazione delle superfici esterne.
Il comunicato precisa che tali prescrizioni non dimostrano, da sole, che il parcheggio sia previsto a raso, ma ritiene necessario chiarire la configurazione complessiva dell’opera, le caratteristiche costruttive e il rapporto tra le strutture interrate e le sistemazioni superficiali.
I firmatari chiedono inoltre una rappresentazione inequivocabile della localizzazione dell’intervento, con riferimenti catastali e urbanistici, ingombri e indicazioni sulla tipologia costruttiva. Elementi considerati indispensabili per valutare la compatibilità dell’opera con i vincoli paesaggistici e ambientali dell’area.

I pareri della Soprintendenza e degli altri enti
Il comunicato dedica spazio anche al quadro delle valutazioni espresse dagli enti coinvolti nel procedimento.
Secondo la ricostruzione dei Democratici e Progressisti, il responsabile comunale dell’attività di tutela paesaggistica avrebbe rinviato l’espressione del parere a una fase successiva all’approvazione della variante da parte del Consiglio regionale.
La Soprintendenza, con una nota del 12 febbraio 2026, avrebbe inizialmente escluso il parcheggio dal proprio parere per l’insufficienza degli elementi disponibili a contestualizzare l’intervento. Successivamente, con una nota del 9 aprile 2026, avrebbe espresso un parere favorevole subordinato a prescrizioni da recepire nelle successive fasi progettuali.
La Città Metropolitana, invece, avrebbe dichiarato in più occasioni di non ravvisare i presupposti per esprimere un parere.
Alla luce di questi passaggi, il gruppo chiede una ricognizione completa delle valutazioni acquisite, delle prescrizioni formulate e degli eventuali adempimenti ancora necessari, affinché la variante urbanistica possa essere esaminata sulla base di un quadro tecnico e autorizzativo chiaro.

Il cambio dei progettisti e la richiesta di riesame
Un ulteriore interrogativo riguarda l’avvicendamento dei progettisti. Nella documentazione trasmessa nel 2020, riferisce il comunicato, l’incarico relativo al progetto sarebbe stato affidato agli architetti Corvino e Multari.
I Democratici e Progressisti chiedono di conoscere le motivazioni del successivo cambio, le procedure seguite e le conseguenze che l’avvicendamento avrebbe avuto sullo sviluppo progettuale, sui tempi e sui costi dell’intervento.
La richiesta conclusiva è rivolta alla Giunta regionale della Campania: approfondire la delibera n. 436 del 6 agosto 2026 prima di procedere con l’iter della variante al PUT, anche alla luce del rinvio del punto già inserito all’ordine del giorno del Consiglio regionale.
L’obiettivo indicato è ottenere maggiore trasparenza sulla progettazione, sui rapporti con i privati, sulla localizzazione dell’opera e sulle valutazioni degli enti competenti.
«L’interesse pubblico non può essere invocato in sostituzione della chiarezza amministrativa, della completezza della documentazione e del rispetto delle procedure», è la posizione conclusiva espressa nel comunicato dei Democratici e Progressisti.


sabato 10 ottobre 2026 - 10:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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