Turisti in arrivo, camorra in allerta. Non sono attività commerciali e enti locali in fibrillazione con l’arrivo dell’estate e dei turisti, fonte di guadagno anche per la malavita locale che così si trasforma adeguandosi al business del momento.
Secondo una recente relazione della Direzione Investigativa Antimafia, infatti, nei mesi estivi il clan D’Alessandro (egemone a Castellammare) allargherebbe i propri tentacoli anche a Sorrento e nei comuni della costiera. Grazie alla collaborazione di alcuni pusher locali, infatti, la storica cosca di Scanzano rifornirebbe di droga le zone della movida sorrentina, senza tralasciare anche l’isola di Capri. Il tutto, attraverso la fornitura di locali notturni e discoteche con la droga stabiese (marijuana e cocaina in particolare) e rivenduta a prezzi più elevata rispetto a quanto praticato nelle piazze di spaccio locali.
Di certo, sostengono gli investigatori, i D’Alessandro sembrano intenzionati a mantenere il pieno controllo sul territorio. Ed è anche su quest’aspetto che è adesso incentrato il lavoro degli inquirenti, impegnati a capire come e sfruttando quali canali malavitosi gli scanzanesi hanno intenzione di imporre le proprie leggi.
Che i D’Alessandro fossero intenzionati anche a “prendere” Sorrento lo ha affermato, di recente, anche uno storico collaboratore di giustizia della cosca di Scanzano. “Decide
vamo chi doveva morire o vivere in tutti i comuni del comprensorio – ha rilevato ai giudici – e gestire i nostri affari”. Alla domanda dei magistrati su quali fossero i comuni, il pentito rispose: “Castellammare, Gragnano, Casola, Lettere e...Sorrento”. E così, secondo una mappa aggiornata della malavita, con tutte le novità dovute ad arresti e guerre di camorra, a Castellammare tutte le attività illecite sarebbero saldamente nelle mani dei D’Alessandro. Ma c’è un altro particolare che viene evidenziato dagli inquirenti. E’ quello che porta alla continua espansione del clan Cesarano che, da Pompei, starebbe mirando sempre più su Castellammare e in particolare sull’area di Ponte Persica, situata al confine tra la città stabiese e Pompei. Sempre a Castellammare, resta attivo il clan Imparato, con particolare zona di riferimento del rione Savorito. Gli Imparato (meglio conosciuti come i “paglialoni”) avrebbero la gestione del business della droga nel quartiere, droga ovviamente rifornita dai D’Alessandro. Il comprensorio dei monti Lattari infine vede ancora la presenza del clan Afeltra–Di Martino che, nonostante gli ultimi episodi di violenza sfociati nell’agguato, avvenuto il mese scorso a Pimonte, che costò la vita al 32enen Filippo Sabatino, mantiene ancora saldamente il controllo delle estorsioni in particolare nei settori caseario e conserviero.