Un anno di attese vane. La bonifica dell’arenile è ferma al palo. Ed ora è la Regione a provare a sostituirsi all’amministrazione comunale nel compito di completare le analisi sullo stato di salute del tratto di costa ed effettuarne la messa in sicurezza. Risalgono a marzo 2021 i carotaggi sull’arenile antistante la villa comunale, effettuati allo scopo di verificare gli eventuali fattori di inquinamento della sabbia e comprendere se provengono dal mare o da altre fonti. Un lavoro che sembrava il preludio alla prima vera messa in sicurezza dell’arenile dopo quella del 2008, effettuata a seguito di un piano di caratterizzazione effettuato con Arpac e Regione. All’epoca l’arenile stabiese fu lasciato in buona salute, per poi essere dapprima vietato al transito pedonale e successivamente riaperto nel marzo 2017, in concomitanza con la conclusione dei lavori per il restyling della villa comunale, scatenando polemiche sulle effettive condizioni dello stato, tenuto conto che le ultime verifiche risalivano a 9 anni prima e nel frattempo quel tratto di litorale era stato oggetto di vicende di vario genere, non ultima l’esperienza dei chioschi e della lottizzazione nell’estate 2014. Eppure l’amministrazione era partita col piede giusto, avviando i carotaggi nel 2020 per verificare lo stato di salute dell’arenile, che era risultato inquinato da berillio, tallio e idrocarburi pesanti, sostanze nocive solo se inalate, ma in sostanza non tali da costituire un pericolo concreto e imminente per i cittadini. Quelle analisi, tuttavia, furono oggetto di contestazioni, dato che furono ritenute non co
nformi ai dettami di Arpac, ma intanto con apposita delibera di giunta era stata blindata la convenzione con uno spin off dell’Università Parthenope di Napoli per effettuare le analisi in linea con Arpac, Asl e Regione Campania, riunire la conferenza di servizi, mettere a punto il piano di caratterizzazione con le analisi a tappeto su tutto il tratto di costa e, infine, procedere alla messa in sicurezza e/o alla bonifica dell’arenile. Un percorso tracciato che, tuttavia, si è “arenato” proprio sul più bello. Da un lato le promesse della Regione, che attendeva il piano di caratterizzazione mai pervenuto, dall’altro una diatriba tra l’ufficio competente e gli esperti del settore, per comprendere con quali modalità andavano gestite le analisi propedeutiche al piano di caratterizzazione, non presenti nella convenzione firmata nel 2020. Una divergenza di vedute che è stata accantonata ed è rimasta irrisolta con l’arrivo della commissione d’accesso, fino ad arrivare ai giorni nostri, con una bonifica ancora ben lungi dall’essere completata. Resta, in ogni modo, il lavoro svolto dall’amministrazione comunale, insieme a Gori, per l’eliminazione degli scarichi in mare, grazie alle 21 ordinanze firmate dal sindaco uscente Gaetano Cimmino nei confronti di condomini che sversavano (alcuni inconsapevolmente) direttamente nel rivo Cannetiello. Ma se la balneabilità appare ormai sempre più vicina, per la bonifica dell’arenile occorrerà comprendere se la Regione vorrà fare finalmente sul serio o saranno promesse senza costrutto.