La nave francese Astrolabe, partita il 26 dicembre scorso dall' Antartide per riportare a casa personale di ricerca di varie nazionalita, è rimasta bloccata tra i ghiacci dopo appena 20km di navigazione e solo dopo 9 giorni è riuscita a ripartire.
A bordo della nave 42 persone tra membri dell'equipaggio e personale di ricerca tra cui anche cinque ricercatori italiani. Uno di questi ricercatori era proprio Corrado Leone, stabiese, informatico ed esperto di trasmissioni del consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Il nostro concittadino tornato in Italia, ha raccontato la sua esperienza: "La nave si è fermata li, nel mezzo del ghiaccio, hanno spento addirittura i motori e per poco non abbiamo perso la speranza. Ghiaccio per chilometri e chilometri senza la minima via di uscita; poi per fortuna è c
ambiato il vento e così invece di andare alla deriva siamo riusciti ad incamminarci verso il mare aperto dopo altri 6 giorni di navigazione".
Una testimonianza questa che ci fa capire in che condizioni lavorano i ricercatori italiani per portare a termine studi sui cambiamenti climatici, la biodiversità, la fisica e la tettonica. In Antartide infatti hanno origine fenomeni che condizionano l'intero pianeta e qui in queste basi di ricerca l'Italia è presente da oltre 30 anni.
Corrado Leone però, oltre ad aver vissuto questa particolare avventura, ha voluto rendere omaggio alla sua città natale, piantando un cartello segnaletico nel ghiaccio indicante la direzione e la distanza tra Castellammare e il Polo Sud e postando la foto su fb dove ha subito fatto un boom di visualizzazioni.