Raccontare “in diretta” il lavoro sul campo di archeologi, restauratori, architetti e ingegneri, aprendo al pubblico cantieri di restauro e depositi di reperti con l’obiettivo di rendere i luoghi dell’archeologia e della ricerca spazi di confronto con i visitatori, in una dimensione inclusiva e accessibile.
Così il Parco Archeologico di Pompei aderisce anche quest’anno alle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA), in programma in tutta Europa nei giorni venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 giugno 2026.
Il tema di questa edizione è “Archeologia in corso / Archaeology in the Making”. Al centro c’è il processo della ricerca archeologica, la valorizzazione del “dietro le quinte” del lavoro – cantieri, magazzini, depositi, laboratori, archivi, biblioteche – come spazi di conoscenza, racconto e partecipazione, attraverso l’apertura dei contesti operativi al pubblico.
In piena aderenza al tema centrale delle Giornate, il Parco Archeologico di Pompei propone visite a cantieri di scavo e di restauro ma anche a depositi di reperti. Le visite ai cantieri del sito di Pompei, a cura dei funzionari del Parco, dureranno circa 45 minuti nella fascia oraria indicata, per un numero massimo di 30 persone per volta. Accesso fino ad esaurimento posti, prenotazione non necessaria.
Venerdì 12 giugno a Pompei sono previsti tre appuntamenti. Dalle 9 alle 13 sarà possibile visitare i cantieri di restauro dell’Insula Meridionalis e della Casa di Giulio Polibio, mentre dalle 13 alle 17 è prevista la visita ai depositi dei Granai del Foro.
L'intervento di messa in sicurezza, consolidamento e restauro dell’Insula Meridionalis di Pompei, uno più articolati quartieri del sito archeologico – visibile lungo il viale delle Ginestre di ingresso al sito – un tempo affacciato scenograficamente sul Golfo di Napoli e sulla vallata del Sarno, rappresenta un esempio di cantiere estremamente complesso a causa della morfologia dell'area e della tipologia degli edifici oggetto dei lavori. Visite a cura dell’archeologo Antonino Russo.
La Casa di Giulio Polibio, una tra le domus più significative della città antica, è nota per le sue decorazioni pittoriche e per l’importanza storica del proprietario. Attualmente è oggetto di un articolato intervento di restauro finalizzato alla sua riapertura al pubblico e alla conservazione a lungo termine. Visite a cura dell’architetto Annamaria Mauro.
Nel pomeriggio, invece, sarà possibile vedere i depositi dei Granai del Foro con visite a cura dell’archeologo Alessandro Russo. Sarà illustrato il progetto di allestimento dei Granai del Foro, il cui obiettivo &egr
ave; riqualificare e rifunzionalizzare gli spazi per consentire sia lo studio che l’esposizione dei reperti, migliorando la comprensione della vita quotidiana a Pompei prima dell’eruzione del 79 d.C.
Sabato 13 giugno l’appuntamento (dalle 9 alle 13) è con la visita ad altri due cantieri. I visitatori potranno accedere al cantiere di scavo e restauro delle Tombe di Porta Stabia e al cantiere di restauro dell’Insula Occidentalis.
L'area della necropoli di Porta Stabia si trova all'esterno del perimetro urbano della città antica. È caratterizzata da ricche sepolture, tra cui due tombe a schola di personaggi illustri e altre tombe monumentali, tra cui quella di G.A. Alleius Nigidius Maius. Il progetto mira alla conservazione del bene culturale attraverso attività di prevenzione, manutenzione e restauro. Visite a cura dell’architetto Raffaele Martinelli.
Il cantiere di messa in sicurezza, restauro e fruizione dell'Insula Occidentalis di Pompei, ha l’obiettivo di restituire al pubblico le straordinarie ville urbane di Marco Fabio Rufo e di Maio Castricio, della Casa del Bracciale d’Oro e della Biblioteca, affacciate sul Golfo di Napoli e finora non accessibili.
Il grandioso complesso della Regio VI è situato ai margini della città antica, non distante dal Foro. Quattro terrazze panoramiche, digradanti scenograficamente verso il mare, offrono al visitatore un’emblematica testimonianza del gusto romano di vivere in fastose ed eleganti dimore dove il paesaggio costituisce uno degli elementi predominanti della stessa composizione architettonica. Visite a cura della restauratrice Teresa Argento.
Domenica 14 giugno, infine, è in programma l’apertura straordinaria, dalle ore 9 alle 13, dei depositi archeologici del Museo Archeologico di Stabia “Libero D’Orsi” presso la Reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia, con visite a cura dell’archeologa Maria Rispoli, secondo due turni di visita alle ore 10.00 e alle ore 12.00 per gruppi di massimo 30 persone. Prenotazione non necessaria. I depositi sono visitabili anche in autonomia. I visitatori avranno la possibilità di immergersi nella “filiera archeologica” e di conoscere il lavoro di tutela, restauro e ricerca che solitamente si svolge dietro le quinte. L'accesso è compreso nel costo del biglietto di ingresso al Museo archeologico di Stabia.
Le Giornate Europee dell’Archeologia, coordinate a livello europeo dall’INRAP – Institut National de Recherches Archéologiques Préventives, sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa, si confermano come un appuntamento centrale per il dialogo tra archeologia e società.