Per le Terme c’è ancora speranza. Ma l’ultimo treno passa attraverso i fondi del Pnrr. La firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo conferma la bontà del progetto candidato dall’amministrazione uscente a febbraio, ritenuto meritevole di un finanziamento da 12 milioni di euro per riqualificare le Antiche Terme e realizzare un Parco delle Acque. Una vera e propria boccata di ossigeno per il rilancio del termalismo, mortificato dall’imminente svendita del patrimonio immobiliare del Solaro, a causa dei debiti che opprimono Sint, travolta anche dalla sentenza della Corte d’Appello per il reintegro dei termali nella partecipata in liquidazione. Un finanziamento così consistente per le Antiche Terme mancava dal 2008, quando fu avviato un intervento di recupero strutturale che non condusse tuttavia alla riapertura del complesso, chiuso ormai da circa trent’ann
i, se si eccettua qualche recente saltuario episodio. Ed ora col Pnrr si aprono nuovi orizzonti, per accompagnare nel migliore dei modi gli investimenti dei privati per la gestione del bene pubblico dopo il recupero dell’impianto termale di piazzale Amendola. Una struttura di fatto già ristrutturata e pronta per le attività termali farebbe gola agli imprenditori che vorranno investire su Castellammare. Ma resta sempre il nodo legato alla Regione Campania, ancora assente rispetto all’opportunità di assicurare le concessioni per le fonti e di ripristinare la fermata del treno della Circumvesuviana, proprio dove presto potrebbe sorgere un’attività di b&b e ristorazione, a seguito della procedura avviata da Eav. Un treno che non si ferma più a Castellammare Terme da decenni, quello della Circum. L’ultimo treno per le Terme di Stabia passa anche da qui.