Due nuove ordinanze emesse dal Comune per il ripristino dello stato dei luoghi in seguito ad abusi edilizi riscontrati in due diverse aree della città. Il primo provvedimento, contenuto nell'ordinanza del 24 febbraio 2025, riguarda un immobile situato in via Cosenza, dove sono state riscontrate irregolarità urbanistiche che includono la presenza di una canna fumaria per un forno per pizze non autorizzata, una tettoia precaria in metallo e legno, un pannello solare installato senza autorizzazione paesaggistica e una baracca destinata a ricovero per animali. Le verifiche, eseguite su segnalazione del Comando di Polizia Municipale e con il coinvolgimento del Parco Archeologico di Pompei e della GORI, hanno accertato che le opere abusive costituiscono un intervento di ristrutturazione edilizia "pesante", in violazione delle normative vigenti. Per questo motivo, è stato imposto alla proprietaria dell’immobile di procedere, entro 90 giorni dalla notifica, alla rimozione delle opere abusive e al ripristino dello stato dei luoghi conformemente alle istanze di condono ancora inevase, pena l’esecuzione forzata da parte del Comune e il definitivo diniego delle richieste di sanatoria. Il secondo provvedimento
, riportato nell'ordinanza del 26 febbraio 2025, riguarda invece un immobile in via Nocera, dove sono stati realizzati, senza titoli abilitativi, un nuovo locale bagno e un'apertura finestrata sul prospetto dell’edificio. L’intervento, considerato di manutenzione straordinaria per la realizzazione del bagno e di ristrutturazione edilizia "pesante" per la modifica dei prospetti in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, è stato giudicato illegittimo e soggetto a sanzione. In questo caso, oltre all'ordine di demolizione e ripristino entro 90 giorni, è stata imposta una sanzione pecuniaria di 1.000 euro per l’assenza della necessaria Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA). Anche qui, il mancato rispetto dell’ordinanza comporterà l’intervento diretto del Comune a spese della proprietà. Entrambi gli interventi si collocano nel più ampio quadro di contrasto all’abusivismo edilizio perseguito dall’amministrazione comunale, che punta a garantire il rispetto delle normative urbanistiche e paesaggistiche, oltre alla tutela della sicurezza pubblica, trattandosi di edifici ricadenti in zona sismica e soggetti a specifiche regolamentazioni.