Ammodernamento strutturale, ribaltamento a mare e bacino di costruzione. Il rilancio del cantiere stabiese passa attraverso tre step necessari per renderlo competitivo in ambito internazionale e restituirgli una dimensione di rilievo nel panorama europeo con un asset strategico all'altezza degli altri stabilimenti del gruppo Fincantieri, il top in Europa, che ha mostrato i muscoli di recente con l'acquisizione di Stx France. L'ammodernamento prevede una serie di necessità urgenti per rinnovare una struttura obsoleta con interventi non invasivi e finalizzati al potenziamento delle capacità strutturali e dei processi lavorazione, riducendo anche i costi di gestione del cantiere. Gli interventi principali includerebbero:
-il refitting dello scalo con prolungamento della parte immersa per facilitare il varo di navi con dislocamento maggiore;
-il potenziamento delle capacità di imbarco con l'aggiunta di due gru di portata maggiore (400-500 tonnellate) al posto di quelle attuali da 200 tonnellate;
-l'ampliamento delle zone scoperte mediante il riempimento dello specchio d'acqua compreso tra la colmata nord e la banchina sul lato esterno al porto;
-il refitting delle aree della banchina con apposite piattaforme attrezzate per imbarco di materiali a bordo e aggiunta di gru;
-una banchina attrezzata per facilitare l'arrivo e lo sbarco di amteriali e manufatti via mare;
-il potenziamento dei mezzi di sollevamento e un'uscita secondaria da via Acton, nei pressi della Maricorderia, per facilitare il transito dei materiali del cantiere.
L'ammodernamento sarebbe il preludio alla rotazione del cantiere, per il quale è previsto da tempo il “ribaltamento a mare” con direzione sul versante attualmente occupato dalla Maricorderia, ma la vera sfida riguarda il bacino di costruzione, per il quale bisognerà reperire circa 400 milioni di euro per preparare il cantiere stabiese ad un'autentica rivoluzione che rilancerebbe le ambizioni dell'intera città.
«Non si può mollare di un millimetro rispetto alla necessità di realizzare il bacino di costruzione nel cantiere stabiese - ha sottolineato Nicola Corrado, membro dell'assemblea nazionale del PD -. Il ribaltamento a mare senza il bacino è un ridimensionamento per il cantiere, non un rilancio. Su questo fronte l'amministrazione comunale dovrebbe assumere una posizione molto forte e intrecciare rapporti intensi con l'Autorità Portuale, la Regione Campania e il Governo Nazionale. Pr
opongo la convocazione di un consiglio comunale con la partecipazione della RSU Fincantieri per l'approvazione di un ordine del giorno che manifesti la volontà chiara di realizzare il bacino di costruzione. È inaccettabile che, a fronte della crescita a dismisura del gruppo Fincantieri, non si individui un asset strategico vero per il più importante cantiere del Sud Italia. Per il nostro cantiere bisogna fare le barricate, proclamare scioperi generali, mostrare i muscoli, perché è necessario recuperare un'identità perduta».
Corrado si sofferma anche su un altro tema di estrema attualità, individuando i margini per condurre in porto un investimento così cospicuo. «Occorre convocare un altro consiglio comunale - sostiene l'ex vicesindaco - per discutere sul Grande Progetto Pompei, su cui finora non è stato impostato alcun dibattito. Conosco un solo luogo per il confronto democratico ed è il consiglio comunale. Castellammare dovrebbe proporre tre cose: la realizzazione del bacino di cistruzione, della stazione crocieristica di Pompei e della stazione ferroviaria di Pompei nei pressi di Marina di Stabia, con conseguente opportunità di recupero di tutta l'area dismessa esx industriale, da convertire in una “cittadella degli alberghi”. Ma intanto si pianifica una linea ferroviare Portici-Pompei che di fatto porterebbe alla soppressione della stazione di Castellammare di Stabia, escludendola dal circuito. Non si può eliminare la linea ferroviaria più antica d'Europa. Dietro questa operazione si nasconde la più grande speculazione edilizia degli ultimi 50 anni».
E intanto la sparizione del PD dall'orbita stabiese rischia di pesare oltremodo sulle sorti della città. «Da due anni Castellammare non discute - spiega Corrado -. Senza un PD forte, questa amministrazione comunale avrà vita breve. Il congresso cittadino è stato convocato e sconvocato per due volte e rischia di essere convertito in una conta di tessere a cui mi rifiuterei di partecipare. Non abbiamo scusanti, dobbiamo ricostruire adesso il PD come partito del lavoro e dei lavoratori, atrimenti corriamo il rischio di essere distrutti alle prossime elezioni politiche. Siamo all'ultimo bivio e dobbiamo mettere in campo anche un'azione forte di contrasto alla criminalità organizzata. La camorra è presente sui territori e vota. Spero che il sindaco, a cui ho espresso la mia vicinanza, non si sia mosso troppo tardi con le sue denunce».