L’estate a Castellammare di Stabia è iniziata nel peggiore dei modi. Il fascino del mare e delle spiagge stabiesi e di tutta la penisola sorrentina, che attira di continuo turisti da tutta Italia, è stato compromesso da un particolare fenomeno. Da alcuni giorni, infatti, le acque hanno assunto un colore verdastro e in molti punti si è formata anche della schiuma in superficie. La situazione continua a peggiorare e il vento caldo sta portando cattivo odore classico di fogna, provocando enormi disagi sia per i bagnanti che per i turisti. “Diversi sono i fattori concomitanti che hanno dato origine a questa situazione particolare – spiega Lucio De Maio, ex dirigente settore mare dell’ARPAC ed esperto del fenomeno delle schiume in acqua – Il periodo stagionale in cui ci troviamo è quello tipico del picco stagionale di sviluppo del fitoplancton, ovvero di quelle alghe microscopiche non visibili ad occhio nudo che costituiscono il primo anello della catena alimentare in mare. Per la crescita del fitoplancton, oltre alla luce solare, come ogni vegetale è necessario che ci sia la disponibilità dei nutrienti, ovvero di sostanze ricche soprattutto di azoto e fosforo, quello che in agricoltura conosciamo come concime.” “La distribuzione dei nutrienti nel Mediterraneo avviene naturalmente attraverso il circuito delle correnti di acque profonde che affiorano sotto costa, ma lungo la fascia costiera apporti concentrati di nutrienti avvengono attraverso i fiumi e con la pioggia per dilavamento dei suoli. Tutto questo potrebbe rientrare ancora nel funzionamento di un ecosistema naturale, ma quando a questo aggiungiamo apporti di acqua fognaria e dilavamento di suoli per concimati per attività di agricoltura intensiva, certamente modifichiamo certi equilibri con conseguente inquinamento e danno a
ll’ambiente” – continua. “L’elevata piovosità di maggio ha arricchito certamente il nostro mare di nutrienti portati dalle acque di dilavamento del suolo, ma gli intensi fenomeni di pioggia hanno generato anche grosse immissioni di acque reflue non depurate; inoltre, le condizioni meteorologiche, con assenza di venti da nord, non sono state favorevoli ad un ricambio delle acque interne al golfo di Napoli e l’alta pressione di origine africana, alimentata da venti meridionali, ha smorzato anche il fenomeno della brezza di mare che, oltre al nostro refrigerio, determina un rimescolamento delle acque e l’ingresso lungo la costa sorrentina di acque di mare aperto.” “Le cosiddette fioriture microalgali determinano un incremento delle concentrazioni di sostanza organica e la composizione di schiuma in mare è generalmente una miscela di materiali organici decomposti, compreso zooplancton, fitoplancton, alghe, batteri, funghi e protozoi. Questi composti possono agire come tensioattivi o agenti schiumogeni e conferiscono stabilità alla schiuma in mare.”
Secondo altri, la causa di questo insolito fenomeno è da attribuire all’eccessiva presenza di turisti. “Con l’enorme afflusso di turisti aumenta la portata delle acque delle fogne, quindi, gli impianti, che non sono progettati per gestire un ingente quantitativo di fognatura, finiscono per far andare a mare gli scarichi non depurati – spiegano – Gli scarichi non depurati alimentano la formazione delle microalghe. L’insieme di caldo, scarichi fognari e proliferazione di microalghe genera il colore verdastro del mare e la schiuma a pelo d’acqua.” Così gli esperti hanno cercato di spiegare il motivo della formazione di questa strana colorazione dell’acqua e della schiuma.