Un nuovo caso di meningite fa scattare nuovamente l'allarme al San Leonardo. Un bimbo di nove mesi, originario di Casola, è stato infatti ricoverato in ospedale martedì a causa di un'anomala febbre alta, unita ad altri disturbi che hanno preoccupato i genitori de piccolo al punto da indurli a recarsi presso il nosocomio stabiese. La diagnosi medica ha così confermato i timori della famiglia del bambino, a cui è stata riscontrata una setticemia con sospetta meningite. Immediato è avvenuto il trasferimento al Cotugno di Napoli per il paziente, le cui condizioni appaiono piuttosto gravi, mentre al San Leonardo è scattato il protocollo di sicurezza al fine di evitare la diffusione del contagio. Si tratta del secondo caso di meningite negli ultimi due mesi presso il presidio ospedaliero stabiese, dopo la vicenda dell'anestesista del reparto di rianimazione che un mese fa ha fatto scattare la psicosi tra i sanitari del nosocomio. Se si estende il raggio d'azione all'intera regione Campania, nelle ultime due settimane sono ben cinque le persone colpite da meningite. A Sant'Anastasia una ragazza di 25 anni versa in imminente pericolo di vita, con danni cerebrali irreversibili e un cuore fortemente compromesso, mentre un uomo di 61 anni, rimasto in rianimazione nel policlinico in condizioni di isolamento, è apparentemente meno grave e i medici non disperano di salvarlo. A Pozzuoli, invece, la segretaria di uno studio pediatrico è stata colpita da una forma acuta di meningite non infettiva, senza cioè rischio di contagio pe
r i pazienti, mentre l'esame radiologico effettuato su una donna di 30 anni del quartiere Arenaccia ha evidenziato una grave sofferenza al cervello. «Occorre avviare una serie di ispezioni nei presidi ospedalieri campani per arginare il fenomeno - ha dichiarato Francesco Borrelli, capogruppo dei Verdi in consiglio regionale -. Vogliamo capire come si sono organizzati i vari ospedali per gestire eventuali nuovi casi, pertanto ho chiesto a Raffaele Topo, presidente della Commissione Sanità, di convocare tutti i responsabili di Asl e ospedali affinché rendano conto di tutte le procedure adottate per evitare il propagarsi della malattia. Intendiamo tutelare in particolare i bambini, dato che vivono perlopiù in ambienti chiusi a contatto con altri coetanei, motivo per cui potremo avviare una campagna straordinaria di vaccinazioni». Borrelli, tuttavia, invita cittadini, medici e dirigenti a mantenere un profilo equilibrato, al fine di evitare tensioni ingiustificate senza però sottovalutare un problema quanto mai attuale in questa fase: «Gli allarmismi possono creare disagi enormi nell'ottica della ricerca di una soluzione per eludere il contagio - ha spiegato -, ma non bisogna neanche commettere l'errore opposto di trascurare un rischio che sta diventando sempre più concreto in base ai dati delle ultime settimane». Come è noto, la meningite è causata da batteri, virus o altri microrganismi e può presentarsi sotto varie forme, non tutte letali purché la malattia sia diagnosticata in tempi utili.