Al via i lavori per la manutenzione e la riqualificazione dell’impianto, parte il countdown per la riattivazione della mescita alle fonti dell’Acqua della Madonna e dell’Acqua Acidula. La proposta di aggiudicazione della gara da 115mila euro per ricostruire l’intero impianto ammalorato delle fonti è stata completata nelle scorse ore e, di fatto, sancisce l’inizio dei 120 giorni previsti dal cronoprogramma per restituire le due storiche acque agli stabiesi. Risale ad aprile l’analisi effettuata alle fonti, che aveva evidenziato la presenza sopra soglia di nichel, un metallo pesante la cui ingestione può causare gravi danni alla salute.
L’ordinanza di divieto di mescita, imposta dal dirigente di settore, aveva di fatto sancito l’impossibilità di attingere alle fontane per tutelare l’incolumità pubblica. E intanto i tecnici comunali, su impulso dell’amministrazione, hanno rapidamente attivato le procedure per comprendere le ragioni delle impurità riscontrate alle due fonti. In un primo momento, si era ipotizzato persino uno sversamento abusivo all’interno delle sorgente, rispetto al quale le recenti indagini in corso sembrano ad oggi
aver scongiurato eventuali scarichi illegali. Ma piuttosto il deterioramento delle tubazioni, mai revisionate negli ultimi tre decenni, era tale da determinare una possibile contaminazione delle acque, che giungevano pertanto alla fonte con impurità al loro interno. Una semplice sanificazione, come accaduto già in passato, stavolta non era sufficiente e a questo proposito il dirigente ha dato mandato di effettuare una manutenzione completa dell’impianto, con sostituzione delle parti ammalorate, al fine di assicurare la purezza dell’acqua a lungo termine, senza soluzioni tampone.
I lavori, all’esito della procedura pubblica effettuata dagli uffici, sono dunque pronti a partire. Ed entro fine anno si concluderà un calvario iniziato in primavera, all’esito della scoperta della presenza di sostanze pericolose per la salute nella fonte. Sostanze che probabilmente erano già presenti molti anni addietro, nell’inconsapevolezza dei cittadini e degli utenti. Tant’è che il divieto ormai è prossimo ad essere rimosso, per restituire agli stabiesi le due fonti e riportare pian piano Castellammare a meritare nuovamente l’appellativo di Città delle Acque.