Lasciano i domiciliari i tre D'Alessandro accusati di aver pestato un carabiniere fuori dal servizio a causa di una precedenza non concessa. Il Tribunale del Riesame ha accolto la richiesta di scarcerazione della difesa non confermando di fatto le tesi dell'accusa. In un primo momento ad incastrare i tre sono state le immagini del sistema di videosorveglianza che hanno ricostruito nei minimi dettagli l'aggressione dell'estate del 2017. Dopo la tesi portata avanti dai legali, però, l'impianto accusatorio si è sciolto. Secondo i pm, Luigi D'Alessandro, Michele D'Alessandro e Giovanni D'Alessandro, rispettivamente di 20, 23 e 45 anni avrebbero pestato un carabiniere che non avrebbe rispettato la precedenza. Il più piccolo dei tre avrebbe anche tentato di colpire il militare con una mazza da baseball che era nascosta all'interno dell'autovettura. Il Tribunale però ha respinto la tesi dell'accusa: secondo gli avvocati, i tre si sarebbero mossi per dif
endersi dopo che il carabiniere era uscito dalla macchina solamente per aggredire, almeno secondo la loro versione. Fondamentali sono state le prove raccolte dal duo di avvocati che facevano leva soprattutto sulla fedina penale per i due giovani. Infatti il 23enne è anche laureato alla Luiss e lontano dagli ambienti camorristici di famiglia. Luigi e Michele D'Alessandro sono figli di Pasquale, al momento detenuto e figlio di Michele, fondatore della cosca che semina terrore a Castellammare. Fra i tre a rischiare di più era Luigi D'Alessandro il quale si sarebbe procurato l'arma e che era pronto a farsi giustizia da solo. Sarebbe stato fermato giusto in tempo dai membri della sua famiglia. La storia però si conclude con la scarcerazione per la felicità della famiglia che sui social aveva più volte manifestato l'innocenza dei tre diffondendo la propria versione dei fatti. Versione che poi è stata accolta anche dal giudice del Riesame