«Non molliamo!!! Vi monitoriamo ogni giorno ed ogni giorno ci sorprendente. Ma fino a quando avete intenzione di tirare la corda?. Fino a quando immaginate che la passiate liscia?». Così i consiglieri comunali di minoranza, Francesco Iovino del PD e Tonino Scala di Liberi e Uguali, che stavolta intervengono per «l'ennesima determina per la vigilanza a favore della Coop Giuli, la n 22 del 4/6/2019 per gli ennesimi circa ottomila euro, ennesima determina a favore dei soliti noti» attaccano i due consiglieri.
«L’escamotage del giorno è la estensione del contratto rispetto alla prima determina n.21 del 28/5/2019 - dicono - E' una bugia. Non si può ritenere una estensione del contratto . Si tratta di altro affidamento con diverso oggetto di esecuzione».
Un modus operandi, quelli degli affidamenti diretti sotto soglia operati dal Comune di Castellammare, finito nel mirino di Iovino e Scala. «Non ci prenderete per i fondelli - incalzano - staremo con il fiato sul collo dei vostri comodi. Lo faremo con gli strumenti che da opposizione abbiamo. Accesso agli atti, interrogazione, interpellanze, dichiarazioni pubbliche, comunicati stampa. Non lasceremo nulla al caso, finché non la smettete e i criteri di trasparenza e legalità ricomincino ad avere la meglio» hanno quindi concluso.
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Francesco Nappi del Movimento
5 Stelle che esprime i suoi dubbi sul concorsone che si terrà a settembre a Castellammare di Stabia: «Nella determina n. 156 del 14/05/2019 ad oggetto: “Determinazione a contrarre per l’affidamento del servizio di gestione delle prove concorsuali, con particolare riferimento alle prove preselettive, per l’assunzione a tempi pieno ed indeterminato di diverse figure professionali presso il Comune di Castellammare di Stabia. Indizione di gara mediante RDO nel mercato elettronico per la PA”, si legge che a seguito di indagini di mercato “informalmente effettuate”, si ritiene di stimare la base d’asta in € 39.990,00 oltre IVA e che si procederà con procedura “Richiesta di offerta”».
«La domanda sorge spontanea: Ma considerata l’importanza del concorso, ovvero il famoso “posto al comune” non era il caso di svolgere una indagine di mercato “FORMALE” ed anche approfondita? E come mai si è determinato l’importo di 39.990,00 e non di 40.010,00? Per l’amor di Dio nessuno pensa male, ma…ma… Chiedo maggiore attenzione e trasparenza su questo concorso affinché non sia macchiato da alcuna condotta per così dire superficiale. A tal riguardo ho presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere come si e determinato l'importo e che tipo di indagine informale sia stata fatta» conclude Nappi.