Affidamento ed utilizzo dei chioschi dell’Acqua della Madonna: il Tar ha respinto il ricorso presentato da I. R., che in un primo momento aveva ottenuto la concessione di uno chalet da parte del Comune. La vicenda risale al 2010 e per gli stessi episodi è in corso presso il Tribunale di Torre Annunziata un procedimento penale. Tutto ruota attorno alla gara per l’affidamento di sedici chioschi per i quali parteciparono sedici concorrenti (quasi tutti legati da vincoli di parentela tra di loro). La gara fu annullata dopo che la Prefettura di Napoli osservò diverse irregolarità. In pratica: le offerte presentate erano tutte carenti in merito alla proposta progettuale, richiesta dal bando a pena di esclusione; non essendo possibile esprimere una valutazione sull’offerta tecnica la Commissione ha consentito illegittimamente di integrare in via postuma e
tardiva (anche dopo l’apertura delle buste) le domande di partecipazione; quattordici su sedici delle proposte progettuali erano identiche; l’offerta economica (pari a 3.250 euro) era identica per tutti i concorrenti e pari al corrispettivo posto a base di gara. Secondo la Prefettura, insomma, “la gara si è risolta in una mera formalità per assicurare una parvenza di legalità all’affidamento dei chioschi.. caratterizzata da plateali manifestazioni di accordo tra i concorrenti e da un’acquiescenza inquietante dell’organo comunale”. Il Tar, respingendo il ricorso di uno dei concorrenti, I. R. appunto, ha sottolineato che l’intervento “in autotutela costituisce dunque nel caso di specie un atto doveroso dell’amministrazione comunale volto a tutelare il bene giuridico della regolarità della gara”.