Cronaca

Castellammare - Affare Cirio, rolex e soldi per corrompere Pentangelo e Cesaro. Ecco il modus operandi di Greco

Pressioni sui politici per ottenere i permessi necessari per la riqualificazione. Greco avrebbe speso quasi 100mila euro per corrompere sei persone, fra cui Pentangelo e Cesaro

di genesp


Rolex e valigette per corrompere i politici e ottenere i permessi necessari per la riqualificazione dell'area ex Cirio. Adolfo Greco, imprenditore del latte di Castellammare di Stabia, non voleva rinunciare al progetto che stava curando con la sua società, la PolGre (in sinergia con i Polese di Sant'Antonio Abate), e per realizzarlo era pronto a tutto. È quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Torre Annunziata che questa mattina ha notificato sei ordinanze di custodie cautelari ai danni dello stesso Greco oltre che di funzionari pubblici e tecnici che hanno partecipato all'affare. In più è stato chiesto l'arresto per Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro, due politici di spicco dell'area stabiese, coinvolti all'interno dell'operazione. Secondo l'accusa, proprio quest'ultimi sarebbero stati fondamentali per ottenere tutti i permessi necessari per far partire l'opera o quantomeno avere la documentazione in ordine per farla partire.

Le forze dell'ordine, dopo un'accurata attività investigativa durata anni, hanno ricostruito diversi casi di corruzione con protagonisti proprio Pentangelo e Cesaro. I due politici avrebbero modificato appositamente la legge regionale relativa al piano casa (necessaria per l'avvio del cantiere nell'area ex Cirio) e avrebbero nominato un commisario ad acta accondiscendente che avrebbe ripreso in mano il progetto che nel frattempo si era arenato a causa dei cavilli burocratici e politici. Greco così si sarebbe sdebitato pagando i suoi riferimenti politici: per Pentangelo sarebbe arriva

to un rolex dall'ingente valore economico mentre per Luigi Cesaro 10mila euro. Per il secondo però Greco avrebbe fatto di più: gli avrebbe garantito una sede in piazza Bovio a Napoli per il propro partito e in più avrebbe finanziato la campagna elettorale del figlio. Il tutto per una nomina, quello di Maurizio Biondi, che per la Procura è stata pilotata. Lo stesso Biondi, inoltre, avrebbe ricevuto circa 12mila euro per il suo lavoro mentre 8mila euro sarebbero finiti nelle tasche di Antonio Elefante che aveva fatto da intermediario.

Ma la corruzione non è finita qui. Greco, infatti, avrebbe consegnato circa 30mila euro (nascosti in una 24 ore e consegnati dalla moglie Angelina Rega) a tre funzionari dell'Agenzia delle Entrate (al momento colpiti da custodia cautelare ai domiciliari) che avrebbero condotto una verifica infedele ai conti della società PolGre che doveva far partire i lavori. Incassando la mazzetta, avrebbero così falsificato i report per non destare l'attenzione della magistratura. Per questo motivo Colavecchia Vincenzo e Ciofalo Marcello e Campitiello Vincenzo sono finiti ai domiciliari. Si resta al momento in attesa dell'approvazione delle Camere di appartanenza per procedere con gli arresti domiciliari per Antonio Pentangelo (oggi siede in Parlamento nei banchi di Forza Italia) e per Luigi Cesaro. È indagato invece il capogruppo del Partito Democratico in Regione Campania, Mario Casillo (così come il referente locale Gennaro Iovino) per traffico di influenze illecite.

Castellammare - Area ex Cirio, la Procura chiude le indagini. Pentangelo e Cesaro corrotti da Adolfo Greco


venerdì 15 maggio 2020 - 15:41 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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