Alle prime luci dell'alba, questa mattina, decine di manifestanti sono partiti da Castellammare e zone limitrofe dirette a Piazza Montecitorio a Roma per chiedere l'intervento del Parlamento e del Governo in materia di abusivismo. Gli abbattimenti non si sono mai fermati, nemmeno difronte alla catastrofe mondiale del Coronavirus e per questo molte famiglie già in difficoltà chiedono aiuto alla politica. Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in questi giorni ha espresso il suo parere in merito e chiede alle Istituzioni nazionali azioni valide e mirate che possano risolvere il problema una volta per tutte. E dice: «Se io costruisco un appartamento abusivo su un fiume o in un’area demaniale questo abuso non può e non deve essere sanato. Ma se ho aperto una finestra, se ho fatto una veranda o altro bisogna avere ragionevolezza. Io mi aspetto che il Governo decida di seguire una linea di "Realismo". Gli abusi che non toccano né l'ambiente né la sicurezza delle persone dovrebbero rientrare in un piano di riconduzione verso la legalità».
Ad oggi, però, la situazione della Campania per quanto riguarda l'abusivismo edilizio resta molto complessa e delicata. Nel 2003 fu l'unica regione d'Italia a non usufruire del condono edilizio varato dall'allora Pre
sidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il presidente regionale di allora, Antonio Bassolino, rifiutò in blocco la proposta del Governo di Roma lasciando decine di famiglie campane a mani vuote. Per questo motivo in Campania le abitazioni costruite dopo il 23 dicembre 1994, data dell'ultimo condono edilizio regionale, risultano abusive. A tal proposito Gennaro Savio, presidente dell'Associazione per il diritto alla casa, commenta così: «In questa tragedia il vero abusivo è lo Stato italiano che negli ultimi quarant'anni, attraverso i suoi rappresentanti politici e istituzionali, in tutto il centro-sud non ha voluto mettere i cittadini i condizione di costruirsi nella legalità un umile tetto sotto cui coprirsi la testa, trovando comodo non approvare i necessari strumenti urbanistici che consentissero a tutti il rilascio delle licenze edilizie e facendo così proliferare l'abusivismo che nel tempo è diventato un comodo strumento di condizionamento e perfino di ricatto politico ed elettorale verso milioni di cittadini. Ecco perchè andrebbe condannata la classe politica degli ultimi quarant'anni che con le sue inadempienze ed omissioni non ha dotato le popolazioni dei necessari strumenti urbanistici per garantire uno sviluppo edilizio legale, armonico e rispettoso dell'ambiente».