Un episodio che ha scosso profondamente l’ambiente scolastico e la comunità locale si chiude con una condanna significativa. Il tribunale di Torre Annunziata ha inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione a un collaboratore scolastico sessantatreenne in servizio presso un istituto di scuola secondaria di II grado di Castellammare di Stabia, ritenuto responsabile di abusi nei confronti di due studentesse quattordicenni.
La sentenza accoglie in larga misura l’impostazione della Procura, che aveva delineato un quadro accusatorio basato su dichiarazioni ritenute attendibili, riscontri investigativi e testimonianze convergenti. I fatti contestati risalgono al maggio 2024 e si sarebbero verificati all’interno dell’istituto, in spazi frequentati dagli studenti durante l’orario scolastico.
Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, l’uomo avrebbe assunto comportamenti inappropriati nei confronti delle ragazze, arrivando a un contatto fisico non consensuale con una delle due e tentando un approccio
analogo con l’altra. Le versioni fornite dall’imputato, che aveva parlato di accuse infondate legate a motivi futili, non hanno convinto i giudici, che hanno invece valorizzato la coerenza dei racconti delle vittime.
Determinanti anche gli elementi emersi dalle indagini: messaggi sui social, frequentazioni sospette in alcune aree della scuola e le testimonianze di più persone che hanno contribuito a delineare un contesto ritenuto compatibile con le accuse. Sul piano psicologico, sono stati evidenziati segnali di disagio e reazioni considerate tipiche in situazioni di abuso.
Nel procedimento si sono costituite parte civile le famiglie delle studentesse, rappresentate dagli avvocati Salvatore Esposito e Gianluca Di Lorenzo, ottenendo il riconoscimento del diritto al risarcimento.
La decisione segna un primo elemento sul piano giudiziario, in attesa di eventuali ulteriori gradi di giudizio a cui l'imputato potrebbe far ricorso. Le motivazioni della sentenza saranno rese note nelle prossime settimane.