A Castellammare, gli abusi edilizi non si fermano e continuano a pesare sulle finanze comunali già in difficoltà. Negli ultimi giorni, il Comune è intervenuto nuovamente per contrastare il dilagante fenomeno delle costruzioni illegali, che oltre a compromettere il decoro urbano e in alcuni casi anche la sicurezza degli stessi autori degli abusi, comportano anche un notevole esborso economico per l’ente.
In un caso recente, l’amministrazione comunale ha deciso di anticipare le spese per il ripristino dello stato dei luoghi di un’abitazione, ricorrendo a un finanziamento di 13.223,36 euro richiesto alla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. L’intervento riguarda una serie di abusi edilizi riscontrati in un’area precedentemente adibita a cucina, dove sono state realizzate due nuove aperture, costruite con blocchi in lapilcemento, che permettono l’accesso a un vano cucina già esistente. A queste irregolarità si aggiungono i lavori sul solaio di copertura, dove sono stati installati travettini e pignatte sorretti da cristi in ferro, ma senza la possibilità di verificare se il getto di cemento fosse stato completato, in quanto l’area superiore della struttura non è accessibile. Ulteriori modifiche sono state apportate nella stessa zona, dove è stata costruita una nuova muratura sul lato nord dell&rsqu
o;edificio, con un vano porta che si affaccia su un aggetto in fase di realizzazione, nel quale erano già visibili ferri di attesa. Inoltre, è stato posato un nuovo piano di calpestio in cemento armato, sovrapposto a un solaio preesistente, dotato di un’apertura funzionale all’accesso al piano inferiore. Questi interventi abusivi, oltre a essere dannosi per la sicurezza e la regolarità dell’edificio, gravano sulle risorse economiche dell’amministrazione comunale, che si trova a dover coprire le spese per il ripristino. In un secondo momento, l'ente potrà rifarsi sui proprietari dell'abitazione ma in molti casi gli stessi, dopo aver ignorato le ordinanze di ripristino, proseguono la loro condotta ignorando le richieste di rimborso da parte del Comune.
Nel secondo caso, il Comune ha emesso un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi per una serie di tettoie costruite senza i necessari permessi. Le strutture abusive, che comprendono coperture in pannelli coibentati, plastica e metallo, sono state realizzate senza alcun rispetto delle normative urbanistiche, costringendo l’ente a ordinare il ripristino delle aree illegittimamente trasformate. Il proprietario dell’abitazione ha ora 90 giorni di tempo per mettere in ordine la situazione e ripristinare lo stato dei luoghi, rischiando altrimenti una sanzione dai 2mila ai 20mila euro.