Il Comune di Castellammare restituisce alla Regione Campania oltre 100mila euro di fondi inutilizzati e destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati. A comunicarlo lo stesso ente attraverso la determina del 20 dicembre. In base al documento, dei 343.128,94 euro assegnati tra il 2005 e il 2023, solo 240.392,24 euro sono stati effettivamente liquidati, lasciando un residuo di 102.736,70 euro che ora verrà restituito alla Regione Campania sollevando questioni rilevanti sulla gestione dei fondi pubblici destinati al superamento delle barriere architettoniche.
Questa restituzione, benché formalmente corretta e coerente con la normativa vigente, pone interrogativi critici sul perché una parte così significativa dei fondi non sia stata utilizzata per il loro scopo originario. La legge 13/1989, che prevede contributi per eliminare le barriere architettoniche negli edifici privati, è stata concepita per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità. La mancata spesa di tali fondi suggerisce potenziali inefficienze amministrative o difficoltà nella gestione delle richieste, ma potrebbe anche r
iflettere una scarsa sensibilizzazione verso questa opportunità.
L’istruttoria ricorda che i contributi dovevano essere impiegati per interventi in edifici dove risiedono persone con disabilità. Tuttavia, non è chiaro se il residuo derivi da una domanda insufficiente, da iter procedurali complessi, o da altri ostacoli. Di fatto, il ritorno di questi fondi alla Regione rappresenta un'occasione mancata per le persone che avrebbero potuto beneficiare degli interventi.
In un momento in cui le politiche per l’inclusione e l’accessibilità sono sempre più al centro del dibattito pubblico, questo caso evidenzia l’importanza di una pianificazione più efficace e di una maggiore attenzione verso i beneficiari finali. Sarebbe auspicabile un’analisi dettagliata delle ragioni che hanno impedito il pieno utilizzo di queste risorse, accompagnata da misure correttive per evitare che situazioni simili si ripetano in futuro. La trasparenza e l’efficienza nella gestione dei fondi pubblici non sono solo un obbligo amministrativo, ma una responsabilità morale verso le comunità che ne necessitano.