Non ci sono dubbi: l’incendio di domenica sera al capannone di via Pozzillo, di proprietà di Mario Vuolo, è di natura dolosa. I vigili del fuoco e le forze dell’ordine, dopo aver provveduto a mettere in sicurezza l’area, hanno accertato che il rogo è stato appiccato volontariamente da ignoti. Due maxi incendi nel giro di due mesi potrebbero far scattare una denuncia a Mario Vuolo, il “re del ferro” della zona nord di Castellammare di Stabia. Il materiale presente all’interno del capannone doveva essere rimosso a cura del proprietario, come prevedeva un’ordinanza del Comune stabiese, ma così non è stato. Approfittando del vento forte dello scorso weekend e del gran caldo, qualcuno ha preferito incendiare tutto quello che era rimasto così come l’11 marzo scorso.
In questa occasione, il rogo venne spento solamente dopo tre giorni, e dopo l’utilizzo di diverse unità dei vigili del fuoco, mentre domenica nel giro di poche ore il tutto è stato domato. Questo però non è bastato a salvare Vuolo: la denuncia potrebbe scattare nelle prossime ore. Sul piede di guerra anche il Comitato Quartieri Uniti che ha attaccato Pannullo e Balestrieri per non aver rimosso il materiale e per l’ennesima nube nera che ha invaso la periferia. A distanza di giorni dall’incendio, l’aria nei pressi del capannone è ancora irrespirabile con i cittadini che sono costretti a chiudersi in casa per non rischiare di intossicarsi. Le proprietà del “re del ferro” e i due roghi nel giro di pochissime settimane, senza ombra di dubbio, faranno discutere ancora a lungo.