Dalla mezzanotte del 1 gennaio 2022 gli italiani hanno ricevuto un'amara sorpresa. Un rincaro bollette salatissimo, del 55% per quella dell'elettricità e del 41,8% per la bolletta del gas. Secondo alcuni studi la spesa di ogni famiglia per il costo di queste materie prime sarà di 2.383 euro all'anno. E in molti si chiedono le motivazioni di questi aumenti. Le ragioni sarebbero da andare a ricercare nell'aumento del costo delle materie prime per produrre elettricità e dai dazi più alti sul permesso di emettere CO2. Il rincaro non interessa infatti solo l'Italia ma molti paesi dell'Unione Europea che si trovano nella medesima situazione. In molti puntano il dito contro la tanto discussa e voluta transizione ecologica che riduce l'impatto sul pianeta ma ha un costo. Altri esperti invece fanno notare che i paesi preferiscono pagare il permesso per emettere CO2 e poco investono sulla produzione di energie rinnovabili che hanno costi di tassazione bassissimi. Di fatto dunque, questa transizione ecologica tanto decantata non è mai avvenuta e l'Unione Europea presenta il conto ai suoi paesi per non essersi adeguati al cambiamento. L'altra motivazione è l'aumento dei costi per produrre energia elettrica, insomma lo stesso motivo che ci fu qualche mese fa per l'aumento del pane. Per correre ai ripari il governo ha già stanziato dei fondi per potenziare i bonus da dare alle famiglie con un più basso reddito. I bonus saranno di circa 600 euro, duecento per l'elettricità e quattrocento per il gas.
I rincari che preoccupano già
da diverso tempo, da quando con l'aumento del prezzo del pane diversi esperti annunciarono il fenomeno di una "tempesta perfetta" che si sarebbe abbattuta sui consumatori. Questi rincari infatti si vanno ad aggiungere ai rincari dello scorso anno, a quelli del prezzo del pane e alla spesa per la sanità che le famiglie devono sostenere. Alle spese dei beni primari si vanno ad aggiungere le spese per i tamponi. Oggi, tutti sono costretti per salvaguardarsi a spendere centinaia di euro in tamponi. Sono tutti aumenti sui beni primari che vanno quindi a ridurre la già provata capacità d'acquisto delle famiglie. A questo proposito anche i commercianti sono preoccupati. Fece pensare il commento di un cittadino intervistato da Stabiachannel qualche mese fa in merito all'aumento del pane: «Aumenta il pane, il prodotto di sicuro più venduto. Aumenta l'elettricità, il gas... Tutte cose di cui non si può fare a meno. Aumenta tutto ma non aumenta lo stipendio. Ma secondo le Istituzioni io i soldi da dove li prendo? Devo tagliare alcune spese e la prima che taglio è l'abbigliamento!». E oggi a distanza di qualche mese si legge sulle testate nazionali che gli italiani approfitteranno dei saldi per comprare scarpe e capispalla che magari non hanno potuto acquistare nemmeno come regalo di Natale, dove hanno comprato computer e cellulari ormai essenziali per vivere in questa società. Fenomeno preoccupante dunque questo dei rincari e questa stangata corposa di inizio anno è l'ennesima mazzata ad un Italia già in difficoltà.