«La decisione che dobbiamo prendere è questa: facciamo prevenzione, in modo che tali dati non si estendano in maniera esponenziale, o decidiamo di rimanere passivi ed intervenire tra 1 mese quando avremo le terapie intensive intasate da pazienti destinati a perdere la vita». Lo ha detto il governatore della Regione Campania durante la sua consueta diretta social del venerdì parlando della scuola e sulla opportunità di ritornare alla didattica a distanza.
«Avevo segnalato problemi e dato raccomandazioni - ricorda De Luca - , senza firmare alcuna ordinanza. Stiamo avendo pressioni dal Ministro della Pubblica Istruzione, il peggiore che l’Italia abbia mai avuto, per far aprire sempre e comunque e a prescindere. Da padre di famiglia vi dico: sappiamo che è difficile non avere la frequenza scolastica, e quali problemi determina. Però la priorità assoluta è tutelare la vita e la salute dei nostri figli. Credo che su ques
to dovremmo essere tutti d’accordo. Poi ci sarà sempre qualcuno che farà ricorso e che vuole aprire tutto. I dati nelle scuole in Campania, registrati dal 25 gennaio al 4 febbraio: da 0 a 5 anni registrati 573 casi positivi; dai 6 ai 10 anni, 617 casi; da 11 a 13 anni, 351 positivi; da 14 a 19 anni, 739 positivi. Complessivamente abbiamo 2280 nuovi positivi nel mondo della scuola in 10 giorni. Su questi dati siamo tenuti a ragionare e prendere decisioni. Vedremo quello che valuterà oggi l’unità di crisi regionale ma è evidente che questa situazione non la possiamo reggere. La decisione che dobbiamo prendere è questa: facciamo prevenzione, in modo che tali dati non si estendano in maniera esponenziale, o decidiamo di rimanere passivi ed intervenire tra 1 mese quando avremo le terapie intensive intasate da pazienti destinati a perdere la vita».
Si va, quindi, verso una nuova chiusura delle scuole con la ripersa della didattica a distanza.