Nelle ultime settimane gli alloggi popolari di Boscoreale, in particolare quelli del Piano Napoli in via Settetermini, sono stati toccati da provvedimenti di sgomberi per le famiglie di occupanti. Una vera e propria sciagura per gli abitanti, costretti a lasciare le case dopo anni tra il dissenso e le manifestazioni di disappunto dell'intero vicinato. Sul caso ha deciso di intervenire anche la politica, con l'Ente che ha annunciato un maxi censimento per vagliare ogni singola situazione.
A parlarne è stato il sindaco Antonio Diplomatico, che ha provato a fare chiarezza sulla spinosa vicenda: «Ci siamo attrezzati per rispondere a sollecitazioni della Prefettura sulle indicazioni del ministro Salvini in merito agli abusivi - ha detto a Stabia Channel il primo cittadino -. Il patrimonio degli ultimi 20 anni è stato completamente trascurato, abbiamo iniziato da zero con scarso personale e scarse possibilità di ritrovare un archivio».
Il programma è comunque delineato dalle parti di piazza Pace: «Siamo partiti
da un elenco abusivi parziale, con oltre 600 alloggi da scandagliare con un censimento isolato per isolato, i cui dati saranno poi comunicati alla Prefettura. Gli sfratti ordinati dalla Procura - precisa il sindaco - andranno avanti. Non possiamo fare nulla, ma ci sono altre persone che sono ricorse a sanatorie nel 2013 che hanno pieno diritto a stare in quelle case. Parliamo di una problematica che il ministro forse non conosce del tutto, Boscoreale non è il comune con i soliti tre abitanti abusivi…».
Infine Diplomatico chiosa con pessimismo sulla graduatoria degli aventi diritto alle case popolari: «Faremo qualcosa per gli indigenti, è nostro dovere provare a capire come venire incontro alla gente, ci sono centinaia di casi. La graduatoria? Viene stilata ogni 10 anni con altri enti. Alcuni residenti, come detto, hanno aderito alla sanatoria. Per attivarla bisognerebbe dialogare con la Regione, al momento la vedo difficile. Preciso comunque che ad ogni sfratto corrisponderà sempre un assegnatario».