L'indiscrezione, qualora fosse confermata, rappresenterebbe la certificazione del momento critico vissuto a Boscoreale dal punto di vista della nettezza urbana: l'Ente di piazza Pace viaggia spedita verso l'esclusione dal programma 'Zero Waste', il progetto che si pone in modo complementare e non competitivo di raccordare le iniziative italiane con le reti europee e mondiali attraverso lo sviluppo e l'applicazione dei '10 passi' della carta internazionale di Napoli. Una mazzata che sancirebbe il crollo a picco della situazione - soprattutto dal punto di vista gestionale - in città.
Nei giorni scorsi l'ispezione per le strade locali del presidente dell'associazione ecologica Rossano Ercolini ha avuto esito negativo e, dopo anche la diffida ricevuta dall'amministrazione Balzano, è pronta adesso la definitiva esclusione. Sul proprio sito ufficiale, 'Rifiuti Zero' classifica ancora la città di Boscoreale classifica ancora con l'aquilone giallo, cioè senza particolare slancio dal punto di vista dell'igiene urbano. La certificazione dell'ultimo controllo dovrebbe portare al rosso, ma non ancora all'espulsione, da formalizzare entro due mesi qualora la situazione non migliori.
/>E, almeno a sentire l'opinione degli stessi residenti, quella dei rifiuti è un'emergenza che somiglia ad un pozzo senza fondo. Anche in queste settimana sui social e non solo non si contano le segnalazioni in merito ai marciapiedi invasi da cumuli di sacchetti e materiale di risulta di qualsiasi tipo, ingombranti compresi. Il lavoro svolto dall'esecutivo Diplomatico per il risanamento della situazione finanziaria di Ambiente Reale, viste la pesantissima eredità raccolta, fatica a palesare risultati concreti dal punto di vista del decoro urbano, malgrado l'impegno in prima persona del sindaco.
Stando ai dati raccolti dall'associazione 'Zero Waste', infatti, i problemi del comune vesuviano partono da assai lontano, dal momento che già nel 2017 la percentuale di raccolta differenziata che stazionava stabilmente sotto il 55% veniva considerata «allarmante». Circa 190 i chilogrammi pro capite di rifiuti prodotti da ciascuno dei quasi 30mila boschesi ogni anno; si sottolineano inoltre le carenze inerenti all'apposito osservatorio («C'è ma non si riunisce»), al centro di riuso assente, così come le tariffe della Tari non puntuali. Un quadro sul quale si dovrà iniziare a lavorare dal profondo.