Il sindaco Diplomatico ha silurato ieri mattina l'assessore Gennaro Langella, ma le polemiche non accennano a placarsi dalle parti di Boscoreale. Se la revoca della deleghe sarebbe potuta anche passare 'sottotraccia', a complicare la situazione ed allargare i confini della crisi politica sarebbe la posizione precaria di altri membri della giunta. Dopo Langella e Raiola, dunque, la tagliola potrebbe non placarsi.
Intanto il primo cittadino ha spiegato i motivi che lo hanno spinto a liberarsi dell'esponente leghista ad appena due mesi dall'assegnazione delle deleghe. «Ho adottato questo provvedimento - ha fatto sapere il sindaco - non come punizione, ma con l'unico scopo di garantire il buon andamento dell'amministrazione comunale, la quale mi impone di avere a disposizione un assessore secondo i crismi dell'efficienza e nel pieno rispetto dei rapporti fiduciari. Tutta la maggioranza aveva riposto fiducia ed aspettative in Gennaro Langella, nella speranza che potesse mettere a disposizione la sua competenza in materia di bilancio ed entrate, per risollevare le sorti della città. Purtroppo - punge Diplomatico - non si è avuto nessun sostanziale contributo in tal senso».
L'ex sindaco di Boscoreale Langella, interpellato sul caso che l'ha visto suo mal
grado protagonista, non ha mancato di replicare piccato alle parole dell'attuale primo cittadino. «Sto ancora aspettando di conoscere i motivi di questa revoca - ha rivelato -, perché davvero non riesco a comprenderli». Langella, comunque, non ha nulla da recriminare per il suo operato: «'Tu sei troppo iperattivo', mi aveva detto Diplomatico nel corso di una riunione. Ti stai muovendo troppo e metti in difficoltà gli altri assessori. Scusate - evidenzia retoricamente -, ma lavorare per il bene della propria città è un male? E da quando dar conto anche all'incapacità o all'inesperienza di altri assessori? È chiaro che l'idea iniziale di un governo di larghi intese doveva servire proprio per puntare a persone qualificate, mettendo da parte la politica».
In ogni caso il polverone si è sollevato dal momento in cui Diplomatico ha agito senza nemmeno interpellare i due consiglieri comunali di riferimento, Michele Vaiano e Umberto Cirillo. L'azione potrebbe minare i già precari equilibri in maggioranza: ora il sindaco starebbe provando a ricucire i rapporti con i due esponenti politici, ma non si esclude del tutto che in giunta possa essere comunque nominato un assessore di fiducia, con la conseguente perdita dell'appoggio dei due consiglieri.