Accuse a suo dire infamanti che poco o nulla avrebbero a che fare con la verità e che anzi, lo vedrebbero vittima dell'atteggiamento persecutorio di un pregiudicato. Questa la difesa di Giuseppe Langella, assessore con delega a Tributi, Politiche giovanili e Cultura al Comune di Boscoreale. L'uomo è stato querelato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata da un piccolo imprenditore di zona, Nicola Lagioia, che lo ha denunciato anche in merito a una aggressione che avrebbe avuto luogo lo scorso 14 marzo.
«E' stata la mia fortuna aver sporto denuncia ai carabinieri direttamente quel giorno - premette a Stabia Channel Langella -. Tutto è iniziato con la cessione in affitto di un piccolo ristorante di proprietà mio e di mia moglie, purtroppo però il ragazzo con cui ci eravamo messi d'accordo ha passato di mano l'attività alla madre, il cui compagno è un pregiudicato con cui nulla avremmo mai voluto avere a che fare. Sono un insegnante di scuola alberghiera a Torre Annunziata, credo fortemente nella valorizzazione dei giovani, mai avrei ceduto l'attività ad un 66enne».
E invece ben presto Langella, a suo dire, si è ritrovato a fare i conti con comportamenti non esattamente ortodossi: «La vera vittima di tutta questa storia sono io, che ho gestito una situazione che non volevo, con una persona che non avevo s
celto. La situazione è degenerata ben presto con continui ritardi nei pagamenti dell'affitto. A quel punto - prosegue l'assessore - sono iniziati i dispetti, sfociati il 14 di marzo con un acceso diverbio scaturito dal fatto che l'uomo aveva parcheggiato provocatoriamente la sua auto nel nostro spazio privato».
«Aggressione? Ma per carità... Non ho mai messo le mani addosso a qualcuno, tutto si è consumato a parole, ma fortunatamente subito dopo mi sono recato dai carabinieri per denunciare l'accaduto. I militari, che già conoscevano il soggetto in questione e che quasi quotidianamente venivano per questo a controllarlo, si sono dimostrati professionisti esemplari, mettendosi a disposizione per redigere la denuncia e consigliarmi al meglio».
Poi, una volta scoperto il tutto, la controparte si sarebbe mossa di conseguenza. «Inevitabilmente il mio ruolo politico giocato un fattore importante in questa vicenda - conclude fiducioso Langella -, si è fatto di tutto artatamente per mettermi in cattiva luce da questo punto di vista. Quando ho accettato l'incarico di assessore sapevo di poter andare incontro a questo tipo di attacchi mirati, è come una cambiale da pagare. Ci basterà aspettare, tra 9 mesi il contratto di fitto andrà in scadenza e tutto tornerà alla normalità».