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ASL Salerno, Coppola: «Le terapie oncologiche arrivano nei piccoli comuni grazie alla telemedicina. L’innovazione è portare le cure dove vivono i cittadini.»

La rete sociosanitaria digitale dell’ASL Salerno rende possibile l’accesso alle terapie oncologiche anche nei comuni più interni, riducendo le disuguaglianze e avvicinando le cure ai cittadini.


Decentrare la somministrazione delle terapie oncologiche e renderla disponibile anche nei territori più periferici della provincia è oggi una realtà concreta all’ASL Salerno. È quanto emerso nel corso del convegno “Dall’Ospedale al Territorio: innovazione organizzativa e prossimità assistenziale per i pazienti onco-ematologici in ASL Salerno”, moderato dal Direttore della UOC Governance dei Processi di Telemedicina e Intelligenza Artificiale, Dott. Antonio Coppola.

L’esperienza della Bottega di Comunità di Valle dell’Angelo, dove le terapie oncologiche vengono oggi somministrate grazie al supporto della telemedicina e della rete sociosanitaria digitale dell’ASL Salerno, rappresenta uno dei modelli più innovativi di sanità territoriale.

“Abbiamo portato la somministrazione delle terapie oncologiche in uno dei comuni più periferici della provincia di Salerno, dimostrando che oggi la distanza geografica non può più rappresentare un ostacolo alle cure. È un risultato che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile e che oggi è possibile grazie alla telemedicina, all’innovazione organizzativa e alla capacità di ripensare completamente i modelli assistenziali”, dichiara il Dott. Antonio Coppola.

Nel corso dell’iniziativa si sono confrontati il Direttore Generale dell’ASL Salerno Ing. Gennaro Sosto, il Direttore Amministrativo Dott. Ferdinando Memoli, il Dott. Ugo Trama della Regione Campania e numerosi professionisti impegnati nello

sviluppo della sanità digitale e territoriale.

Al centro del dibattito il nuovo modello organizzativo dell’ASL Salerno, fondato sulla Rete Sociosanitaria Digitale, sugli Ambulatori Virtuali di Comunità, sul Virtual Community Hospital e sui percorsi di telemedicina, strumenti che consentono di garantire continuità assistenziale, prossimità delle cure ed equità di accesso anche ai pazienti più fragili.

“Innovare la sanità non significa semplicemente introdurre nuove tecnologie. Significa soprattutto ripensare i processi assistenziali affinché le cure raggiungano i cittadini, invece di costringere i cittadini a raggiungere le cure. È questo il cambiamento culturale che stiamo portando avanti e che ci permette di offrire servizi sempre più vicini alle persone, mantenendo gli stessi standard di sicurezza, qualità e supervisione specialistica garantiti in ospedale”, prosegue Coppola.

Per il Direttore della UOC GPTI, il percorso avviato dall’ASL Salerno dimostra come l’integrazione tra ospedale e territorio rappresenti la chiave per affrontare le nuove sfide della sanità.

“La tecnologia, da sola, non cambia il sistema sanitario. A fare la differenza sono l’innovazione organizzativa, la competenza dei professionisti e la collaborazione tra tutte le componenti del sistema. Solo così possiamo costruire una sanità realmente di prossimità, capace di garantire cure di alto livello ovunque, anche nelle aree più interne della nostra provincia.”


martedì 21 luglio 2026 - 20:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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