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Allarme camorra: Sorrento, Castellammare e Torre Annunziata sotto la lente degli ispettori

Per la prima volta Sorrento vede insediata una commissione d'accesso, mentre Castellammare di Stabia e Torre Annunziata affrontano da tempo controlli simili sull'attività del Municipio.


   La Prefettura di Napoli

Un’attenzione speciale della prefettura e del Ministero dell’Interno accompagna da tempo l’azione di verifica sulla presenza e sull’eventuale influenza della criminalità organizzata nell’amministrazione pubblica in tre realtà della provincia di Napoli: Sorrento, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata.

A Sorrento oggi è stata inviata una commissione d’accesso con il compito di verificare «la sussistenza di tentativi di infiltrazione e/o di collegamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa dell’ente». La decisione, adottata dal prefetto di Napoli su delega del Ministero dell’Interno, segue un quadro di preoccupazioni su presunte pressioni e condizionamenti nella gestione della cosa pubblica e segna un nuovo capitolo nei rapporti tra istituzioni locali e Stato.

A Castellammare di Stabia, le verifiche anticamorra non sono una novità: già nel 2022 l’amministrazione comunale di centrodestra fu sciolta per infiltrazioni mafiose, con la nomina di commissari straordinari per la gestione dell’ente a seguito di accertamenti che evidenziarono condizionamenti tra apparati istituzionali e relazioni con ambienti criminali. Ora il Comune, guidato da un amministrazione di centrosinistra, è tornata sotto la lente di una commissione d’accesso chiamata nuovamente a esaminare documenti, atti amministrativi e dinamiche elettorali per verificare se tali interferenze persistano o si siano trasformate.

A Torre Annunziata, la verifica prosegue su più fronti. Il consiglio comunale è già stato sciolto

per infiltrazioni mafiose nel 2022, con commissari straordinari nominati per affrontare un quadro amministrativo compromesso da condizionamenti camorristici. Anche qui gli ispettori sono stati richiamati per monitorare le dinamiche interne e analizzare possibili ingerenze, in alcuni casi legate a procedure elettorali o a rapporti tra esponenti istituzionali e ambienti criminali.

Queste tre esperienze, pur differenti nei tempi e nelle circostanze, condividono un elemento sostanziale: l’ipotesi - e la necessità di verifica - che la criminalità organizzata non sia un fenomeno confinato o episodico, ma operi su un ampio territorio connesso, in cui le stesse reti, dinamiche economiche e relazioni sociali possono estendersi oltre i confini comunali. Le commissioni d’accesso e gli scioglimenti non sono strumenti isolati, ma parte di un quadro di monitoraggio costante nelle aree in cui la camorra ha storicamente sviluppato influenza.

La presenza di ispettori a Sorrento, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata sottolinea come l’azione del fenomeno criminale possa trascendere l’ambito locale: situazioni di pressione, condizionamento o tentativi di interferenza nei processi decisionali e amministrativi possono manifestarsi in forme diverse, ma con possibili meccanismi simili, che richiedono risposte coordinate da parte dello Stato. In questo senso, le verifiche in corso non sono soltanto accertamenti formali, ma indicatori di un fenomeno che necessita di una risposta strutturata, integrata e proiettata su un territorio ampio, dove legalità e trasparenza costituiscono l’unico argine efficace alle dinamiche di infiltrazione.


venerdì 6 marzo 2026 - 20:11 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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