Dal Mondo

Alex è guarito! Pienamente riuscito il trapianto al Bambin Gesù di Roma

Per lui da ottobre si era mobilitata tutta l'Italia compresa la Penisola Sorrentina

di Vittoria Samaria


A partire da fine ottobre si era mobilitata per lui tutta l’Italia, compresa la Penisola Sorrentina con l'associazione La Grande Onda e Admo Campania, in una grande gara di solidarietà, per trovargli un donatore di midollo osseo compatibile, purtroppo con un nulla di fatto.

Ma per Alessandro Maria Montresor, il piccolo di 21 mesi affetto da una malattia genetica rara, la Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH), la possibilità di guarigione c’era ed è stata possibile grazie ai medici del Bambin Gesù di Roma, ospedale dove il bambino era stato trasferito il 29 novembre scorso,  proprio per tentare un nuovo percorso trapiantologico mirato a distruggere le cellule portatrici del difetto genetico responsabile della sua patologia.

I medici hanno eseguito il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore , una tecnica, usata per la prima volta nel 2014, che  rende possibile il trapianto di midollo osseo anche da uno dei due genitori (compatibili con il proprio figlio solo al 50%),  in assenza di un donatore compatibile.
L’intervento di trapianto delle cellule midollari del padre, opportunamente manipolate, effettuato il 20 dicembre scorso,  è perfettamente riuscito!


Nell’arco delle quattro settimane successive all’intervento,  il monitoraggio continuo del piccolo paziente non ha fatto registrare  complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo e quindi, alla luce di queste evidenze,  i medici del Bambin Gesù hanno potuto affermare che il percorso trapiantologico può dirsi concluso positivamente e hanno provveduto a sospendere anche la somministrazione del farmaco che teneva sotto controllo la malattia di Alex, regolando le reazioni del sistema immunitario, prima terapia salva-vita somministrata al piccolo al Great Ormond Hospital di Londra dopo il suo ricovero e la scoperta della patologia.

Ora per Alessandro solo la routine dei controlli in day-hospital post-trapianto!

Si conclude benissimo una storia che era entrata nel cuore di tutti, e che aveva mobilitato migliaia di giovani, tra i 18 e i 36 anni, desiderosi di dare una mano al piccolo, uno “tsunami”, come li aveva definiti il papà di Alex, un'onda bella di persone che ha donato la speranza non solo al bambino ma anche alle migliaia di persone che attendono ogni anno un donatore compatibile di midollo osseo che possa salvar loro la vita.


giovedì 24 gennaio 2019 - 15:22 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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