Il cammino.
Accadeva in questa data, 31 anni fa : l’omosessualità veniva depennata dalla lista delle malattie mentali dell’Oms, grazie all’effetto congiunto del progresso del pensiero scientifico e della spinta culturale e sociale che premeva in tal senso.
Lo stesso giorno, di 15 anni dopo, nel 2004 veniva istituita la giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia.
Alcuni si chiedono : è necessario dedicare una giornata alla sensibilizzazione riguardo a queste problematiche ?
Un pò di dati dal mondo.
La decriminalizzazione e la depenalizzazione dell’omosessualità non sono ancora giunte del tutto a compimento nel panorama internazionale :
Nel 2021 sono 69 nel mondo i Paesi in cui l'omosessualità è considerata formalmente un reato.
6 - I Paesi in cui è punita con la pena di morte.
5 - I Paesi in cui è punibile anche con la pena di morte.
27 - I Paesi in cui è punita con una detenzione dai dieci anni all'ergastolo.
30 - I Paesi in cui è punita con una detenzione superiore agli 8 anni.
42 - I Paesi in cui la libertà di espressione sulle questioni LGBTQI+ è vietata o fortemente limitata.
E in Italia ?
Gay Help line (800713713 - numero verde contro l’omofobia e la transfobia) ha svolto una ricerca in 80 scuole, licei e istituti tecnici italiani prima dell’era Covid tramite questionari anonimi con domande a risposta multipla. I dati che ne emergono sono allarmanti :
1,7% - La percentuale di studenti italiani che si dichiara apertamente LGBT in classe.
34% - La percentuale di studenti italiani che considera l'omosessualità sbagliata.
10% - La percentuale di studenti italiani che la considera una malattia o un peccato.
27% - La percentuale di studenti italiani che non vuole un compagno di banco gay.
34% - La percentuale di studenti italiani che dichiara di non voler condividere la stanza in gita con un ragazzo gay.
62% - La percentuale di persone LGBT che, in Italia, evita di tenere pubblicamente per mano il compagno o la compagna.
17% - La percentuale di maggiorenni italiani LGBTQI+ che, rivoltarsi al numero verde ci sui sopra a seguito del coming out, ha riferito di essere stat
a cacciata di casa o di aver perso il sostegno economico della famiglia. (mentre 36% sono minori).
I dati dell’ultimo anno :
La ricerca più recente sottolinea inoltre un incremento del 17% dei ricatti e minacce che raggiunge il 28% del totale su un campione di oltre 20 mila contatti. Dati che mostrano “quanto ancora per le persone LGBT dichiararsi comporti forti rischi, come la perdita del lavoro, l'allontanamento dalla famiglia di origine, l'emarginazione e per questi motivi restano vittime di ricatti e minacce" ha dichiarato Fabrizio Marrazzo, responsabile Gay Help line.
La prima giornata internazionale contro l’omofobia.
Ideata da Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l'homophobie, la prima Giornata internazionale contro l'omofobia ebbe luogo il 17 maggio 2004, ben 14 anni dopo la decisione dell’Oms di cui sopra. Nel 2007 l’Unione europea istituì ufficialmente la giornata contro l'omofobia all’interno dell’unione. L’art 8 della risoluzione del Parlamento europeo del 26 aprile 2007 sull'omofobia in Europa, sottolinea l’importanza per gli Stati membri di dotarsi di un sistema di leggi che tuteli gli appartenenti alla comunità LGBTQ+: «Il Parlamento europeo [...] ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza discriminazioni».
Il Ddl Zan contro l’omotransfobia
Su questo fronte, in Italia, tra le altre iniziative che si sono susseguite nel corso degli anni, è stato proposto il Ddl Zan. Il disegno di legge ha tra i suoi obiettivi quello di riconoscere il 17 Maggio come gioranta nazionale contro l’omofobia e la transfobia, nonchè di estendere quei passaggi del codice penale che già puniscono discriminazioni e violenze su base razziale, etnica o religiosa a quelle basate «sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere», oltre a quelle basate sulla disabilità.
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