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Scuola, salta il Decreto salva Precari. Ecco le prospettive


Intervista al legale Aldo Esposito, esperto di diritto scolastico, in prima linea nella tutela degli insegnanti precari, per conoscere e sviscerare le possibili "soluzioni giudiziarie ".

pavidas

La mancata pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale, del "Decreto Salva Precari", alla luce della recente crisi politica, ha gettato nello sconforto numerosi docenti, non abilitati all'insegnamento, che manifestano il disappunto per il possibile tramonto dei nuovi Percorsi Abilitanti Speciali  (P.A.S.).

A questo punto, rivolgiamo alcune domande al legale Aldo Esposito, esperto di diritto scolastico, in prima linea nella tutela degli insegnanti precari, per conoscere e sviscerare le possibili "soluzioni giudiziarie ".

Buona sera Avvocato. Quando la ”soluzione politica al precariato” tradisce le attese, interviene la via giudiziaria.. ipotizzando l'assenza dei nuovi percorsi formativi-abilitanti, sarà compito della Magistratura "salvare gli insegnanti di terza fascia G.I. "?

Avv. Aldo Esposito (Studio legale Santonicola and partners).

Buona sera Direttore. Ho più volte espresso il seguente punto di vista: talune soluzioni politiche, nelle complesse dinamiche del sistema-paese, non possono che scaturire, talvolta, da significative pronunce giudiziarie.

Cito, quale esempio, il caso degli A.F.A.M.: le recenti decisioni sulla natura abilitante all'insegnamento del diploma Conservatorio/Belle Arti, precedute dagli accoglimenti inappellabili, resi dalle Magistrature civili, non  passeranno inosservate.  Occorre portare in Parlamento l'abilitazione A.F.A.M!  Per questo stiamo lavorando, insieme ai volenterosi e tenaci docenti, ad una bozza normativa, da sottoporre al nuovo Ministro, affinché gli insegnanti AFAM possano aspirare, dal prossimo aggiornamento delle graduatorie d'istituto, all'inserimento nella seconda fascia. 

Intanto, rendiamo noto il link per aderire al "RICORSO ABILITAZIONE AFAM-GIUDICE DEL LAVORO- INSERIMENTO IN SECONDA FASCIA GRADUATORIE DI ISTITUTO".

 
Bene avvocato. E quali sono le prospettive per i docenti laureati o Diplomati (es. I.T.P.), con titoli accademici idonei all'insegnamento: come potranno aspirare ad un'"abilitazione giudiziaria”? Con quale tipologia di contenzioso?

R. Allorché l'insegnante abbia aggiunto al titolo accademico, valido per l'accesso all'insegnamento, il conseguimento dei 24 C.F.U., nei settori antropo-psico-pedagogici e nelle metodologie e tecnologie didattiche, potrà domandare, alla Magistratura del Lavoro, che venga riconosciuta l'abilitazione. Quanto esposto, alla luce di un interessante sillogismo giudiziario, condiviso da taluni giudici civili, nei seguenti termini: il legislatore, ai fini dell'accesso al nuovo reclutamento, ha, in qualche modo, sostituito il termine abilitazione con i 24 crediti formativi universitari, ragion per cui, secondo un'"interpretazione costituzionalmente orientata", ha equiparato l'abilitazione  al possesso del titolo accademico (laurea o diploma), unito ai citati CFU.


  

Per ulteriori dettagli cliccare qui.


Tutto chiaro. Ora, citandole lo storico contenzioso, pendente nell'intera Penisola e volto a stabilizzare i docenti con almeno tre anni di servizio statale "su posto vacante", le chiedo: il venir meno del nuovo concorso riservato ai docenti "180 per 3", che doveva veder luce nel "salva precari", non rappresenterebbe un argomento in più per domandare la stabilizzazione, in ragione della reiterazione di contratti potenzialmente illimitata?

R. La risposta è affermativa. In mancanza della nuova fase transitoria, avallata dalla Corte Costituzionale, i docenti precari (graduatorie d'istituto), che hanno sottoscritto almeno tre contratti al 30 giugno/31 agosto su posto vacante (senza titolare), già esclusi dal piano straordinario ex Legge 107/2015 (destinato ai soli precari G.a.E.), potranno domandare, alla Magistratura civile, la stabilizzazione lavorativa, nelle seguenti modalità.


Ultima domanda: gli abilitati estero, alle prese con il "rifiuto dell'omologa", scaturito dalla famosa Nota ministeriale sul caso Romania, possono sperare che la propria posizione sia sanata? Come procede il contenzioso? È ancora possibile presentare ricorso?

R. Sulla vicenda "abilitati Romania che hanno presentato ricorso per il riconoscimento/spendibilità dell'abilitazione/specializzazione in Italia" sono stati disposti delicati accertamenti giudiziari, avendo il T.A.R. Lazio, Sezione III bis, ordinato, quale incombente istruttorio, di acquisire documentazione, costituente traduzione dell’atto ufficiale del Ministero dell’educazione rumeno, dal cui contenuto il MIUR dedurrebbe le ragioni della mancata convalida. Nell'attesa di ulteriori sviluppi giudiziari, in merito alla corretta traduzione/interpretazione degli atti rumeni, coloro che non abbiano presentato ricorso potranno intraprenderlo al cospetto della Magistratura del Lavoro,  facendo riferimento alle linkate istruzioni.

Non posso che ringraziarla per il tempo dedicato, augurandole buon lavoro.

R. Ringrazio lei per i quesiti posti e per la preziosa opportunità concessami di rendere noto, agli assistiti, che, seppure con tutele giudiziarie differenziate, non li abbandonerò mai. 



Scuola, salta il Decreto salva Precari. Ecco le prospettive

domenica 1 settembre 2019 - 17:29 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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