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Castellammare - Terme, ecco la composizione del debito di Sint. È davvero necessario il piano di dismissione dei beni?

Desta perplessità anche la distinzione tra beni strategici e non strategici effettuata prima di definire il piano industriale richiesto all’amministratore unico Biagio Vanacore in occasione dell’assemblea di nomina degli organi sociali del 5 agosto 2016.

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Il piano di dismissione dei beni non strategici della Sint ha preso il via nei giorni scorsi con la pubblicazione del bando per la vendita del parcheggio antistante l'Hotel dei Congressi, prima di nove proprietà ritenute non funzionali al rilancio del complesso termale, in ragione del quale la scorsa settimana il sindaco Antonio Pannullo si è recato a Roma per incontrare Invitalia, l'advisor che curerà con ogni probabilità il piano industriale per la rinascita delle Nuove Terme.

La prima fase del rilancio del complesso del Solaro, d'altra parte, prevede la salvaguardia della Sint, partecipata comunale che detiene il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme, sommersa attualmente da una situazione debitoria che rischia altrimenti di causare la messa in liquidazione della società, con conseguente predita anche dei beni funzionali al termalismo, quali il Parco, il Centro Congressi, lo stabilimento e l'Hotel delle Terme.

Il piano proseguirà con la vendita della centrale dell'Enel, del pallone geodetico e dell'intero centro sportivo di viale delle Puglie, del parcheggio di viale delle Puglie, dell'area camper nei pressi delle Terme, del parcheggio antistante l'Hotel delle Terme, dei campi da tennis e del parcheggio adiacente al complesso del Solaro.

Andrà pertanto a concretizzarsi il paventato "spezzatino", che produrrà uno smembramento del patrimonio immobiliare della Sint con conseguenze in termini di compromissione della sua attitudine a produrre reddito.

Ma è davvero necessario vendere per mettere in sicurezza Sint? Le perplessità nascono in primis dalla distinzione tra beni strategici e non strategici effettuata prima di definire il piano industriale richiesto all’amministratore unico Biagio Vanacore in occasione dell’assemblea di nomina degli organi sociali del 5 agosto 2016 che avrebbe dovuto proprio individuare i cespiti non direttamente strumentali all’attività termale.

Un'analisi approfondita della composizione del debito della Sint può agevolare la comprensione degli aspetti trascurati in un progetto che rischia di assumere un effetto boomerang per l'amministrazione comunale.

In base al bilancio 2015 approvato il 20 maggio 2016, i debiti di Sint ammontano a 4.458.910 euro:

- il debito verso il Comune (euro 346.790) appare suscettibile di rinuncia da parte dell'Ente stesso;

- il debito per ICI ed IMU (euro 829.941) è rateizzabile o includibile nella definizione dei ruoli esattoriali di cui al D.L.193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge 225/2016, con ingente risparmio di sanzioni ed oneri di riscossione;

- i debiti tributari e contributivi (euro 172.692) potrebbero rientrare in parte nella stessa casistica antecedente con un ulteriore ingente risparmio;

- i debiti verso fornitori (euro 658.085) sono suscettibili di proposte transattive attraverso le quali non è fantasiosa l'ipotesi di risparmiare persino il 50% dell'intera somma;

- i debiti verso le banche (euro 240.491) potrebbero essere sottoposti a verifica circa l’eventuale applicazione di capitalizzazione o commissioni illegittime;

- i debiti per mutui ipotecari (euro 1.776.713) potrebbero essere rinegoziati in ragione dei tassi di interesse applicati (4,99% sul mutuo MPS) decisamente alti rispetto all'attuale offerta di mercato. L'accordo stretto con le banche, inoltre, potrebbe avere conseguenze ancor più nefaste nel prossimo futuro, dato che il debito per mutuo erogato da MPS S.p.A. (in origine euro 2.000.000) e quello per finanziamento erogato da BNL S.p.A. (in origine euro 350.000) sono assistiti per garanzia dall'ipoteca sugli immobili di proprietà che gli istituti eroganti potrebbero azionare in qualsiasi momento, visto che le rate del mutuo non risultano pagate dal 2012 e quelle del finanziamento dal 2013.

Nessuno di questi aspetti, tuttavia, è stato ponderato dall'amministrazione comunale, che ha optato piuttosto per la dismissione, rinunciando di fatto ad un patrimonio di importanza storica rilevante, sul cui destino grava anche il mancato pagamento dei debiti da parte delle ultime due consiliature, circostanza che ha causato un ulteriore incremento delle sanzioni e degli interessi di mora.


sabato 18 marzo 2017 - 16:38 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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