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Castellammare - Il mistero della scomparsa del piano delle opere pubbliche di Cimmino


«Ad oggi non risulta ancora adottato dall'esecutivo e non si sa se ne esiste traccia da qualche parte nel comune». Scala: «Non sarà che questi ritardi son dovuti ad altro?».

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«Vivo una forte preoccupazione intorno alla formazione del primo bilancio della amministrazione Cimmino, che potrebbe recare conseguenze sulla vita dei cittadini». E’ quanto afferma il consigliere comunale di opposizione Andrea Di Martino.

«C'è, infatti un mistero intorno al Piano delle opere pubbliche di questa giunta – chiarisce Di Martino - Ad oggi non risulta ancora adottato dall'esecutivo e non si sa  se ne esiste traccia da qualche parte nel comune. Il Piano va adottato 60 giorni prima della approvazione del bilancio di previsione 2019 perché va a comporre il titolo secondo dello stesso. E solitamente viene sottoposto ad un processo di pubblicazione ed osservazione da parte dei cittadini. Teoricamente dovrebbe essere uno dei passaggi della amministrazione condivisa, promessa dal sindaco. Ma qui altro che condivisione, siamo al mistero esoterico».

Di Martino, quindi, ricorda come «durante il mio mandato di vicesindaco facemmo adottare il piano entro il 30 settembre, per approvare il bilancio entro il 31 dicembre. Ora capisco, pur non condividendo, che a questa amministrazione non importa un fico secco di avere un bilancio allineato con l'anno solare, come avviene nelle aziende private. Ma mettere a rischio il rispetto anche dei termini di proroga governativa mi sembra una prassi fortemente censurabile. Per tale motivo ho chiesto la convocazione della commissione Bilancio per fare chiarezza su quanto sta accadendo» ha concluso Di Martino.




Dello stesso parere è il consigliere comunale di Liberi e Uguali, Tonino Scala. «Ad oggi non è pervenuto nessun atto sul quale poter lavorare per emendarlo. La domanda nasce spontanea, ma senza il piano delle opere pubbliche di cosa dovremmo discutere?  Questo non solo limita la discussione, ma potrebbe far rischiare grosso visto che la giurisprudenza non è univoca. Perchè rischiare? Perchè non discutere in modo serio e fare le scelte giuste per la città nel rispetto di tutte le parti in causa? Non sarà che questi ritardi son dovuti ad altro? Siamo preoccupati per la città. Vengono convocati consigli comunali senza proposte vere da parte dell'Amministrazione comunale per fare passerelle, ma siamo sicuri che la città abbia bisogno di questo? Ma Cimmino vuole far arrivare il commissario? È il suo modo per gettare la spugna? Rivolgiamo allora un appello al Presidente Ungaro: convochi la Conferenza dei Capigruppo non solo per organizzare bene i prossimi consigli, che sono slittati per motivi di salute, ma per chiedere alla Giunta di produrre documenti da discutere in quella sede onde evitare di discernere sul niente, dando la possibilità alle commissioni consiliari di poter lavorare in modo proficuo. La città non ha bisogno di far vedere che si sta facendo qualcosa, ma di progetti chiari e di scelte che al momento non ci sono».


giovedì 14 febbraio 2019 - 12:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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