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Napoli - Tra l’ombra dell’esonero ed un altro ritiro: è crisi nera per gli azzurri


La vittoria in campionato manca dallo scorso 19 novembre

pavidas

Crisi nera, più nera non potrebbe per il Napoli: una vittoria che in campionato manca dallo scorso 19 novembre, eppure a mezza fatica, contro il Verona. Poi delusioni, pareggi, sconfitte, ammutinamenti, lievi segnali da Liverpool ed ancora uno stop, stavolta contro il Bologna, a certificare il peggior Napoli dell’era De Laurentiis. Ossimorico quasi, se si pensa che sulla panchina azzurra siede un certo Carlo Ancelotti, giocatore prima, allenatore poi, pluridecorato. Il trend è più negativo che mai, va invertito. Ma intanto si continua a brancolare nel buio ed in primis nelle tenebre c’è la società: insomma siamo nel più classico dei casi in cui manca una netta presa di posizione. E in certi contesti la presa di posizione viene dai vertici.

La situazione è ossimorica anche considerando un’altra prospettiva: quella della grandezza. Il Napoli è un club abbastanza grande da esonerare uno dei più grandi tecnici del calcio e della sua storia? O Ancelotti è troppo ed è un in più, per il Napoli stesso? Amletico dubbio da risolvere per evitare una stagione da naufraghi, almeno solo in parte, dal momento che l’obiettivo per il Napoli, complice una concorrenza che è tutto fuorché irresistibile, resta il terzo posto, ma anche il quarto salverebbe capre e qualche cavolo in più. La domanda, ancora più amletica, è piuttosto un’altra: questo Napoli al quarto posto può arrivarci? Si condensano ancor di più i dubbi, dal momento che la proiezione per i punti è quel che è: non oltre il quarto posto se va male, a giocarsi il terzo, se va bene, anzi benissimo.


Ambizioni stravolte di un gruppo partito con ben altri obiettivi e che a dicembre si trova lontano otto lunghezze dal Cagliari e ben dieci dalla Lazio. Mortificante poi notare il distacco dal duo Inter-Juve, due squadre che non hanno risentito nemmeno un po’ del variato assetto tecnico, con Sarri e Conte che a dicembre si giocano lo scudetto. Eppure l’ombra dell’esonero è sempre lì. Dietro un angolo che vede Aurelio De Laurentiis pensare a Gennaro Gattuso, per rilanciare spirito, ambizione e determinazione. Scelta che sarebbe quantomai azzardata, una scommessa ancor di più di quella che fu, al tempo, quella sarrista. Eppure sembra sempre che basterebbe un minimo per scuotere un ambiente ormai morto e sopito al suo interno. Ma attenzione: l’allenatore non è il problema, è solo uno tra i tanti problemi. A questo va aggiunto un gruppo da rifondare, ambizioni da riformulare, obiettivi da ridare.

In tutto ciò, stavolta per decisione di Ancelotti, si va in ritiro: ritiro sì, ritiro no, il dilemma ormai è questo. E passa in secondo piano il fatto che il Napoli non riconosca la leadership tecnica, pressoché compromessa, e nemmeno quella del suo capitano, il cui discorso di scossa pare non essere stato apprezzato da quanti a Liverpool hanno asfaltato i campioni d’Europa e che non hanno visto la compagnia di chi quella fascia la indossa. Insomma, una nave senza nocchiere in gran tempesta, avrebbe detto Dante, della cui licenza usufruiamo. E all’orizzonte, purtroppo, il sereno sembra ancora lontano…



Napoli - Tra l’ombra dell’esonero ed un altro ritiro: è crisi nera per gli azzurri

martedì 3 dicembre 2019 - 16:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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