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Slavina su hotel del Pescarese, due persone messe in salvo

Terremoto e neve, Centro Italia in ginocchio.

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A Farindola, in provincia di Pescara, i soccorritori ancora non sono riusciti ad entrare nell'hotel 'Rigopiano' travolto ieri da una valanga mentre ospitava almeno 22 persone. Ci sarebbero molti feriti, secondo il presidente della provincia Antonio Di Marco. L'albergo sarebbe in parte crollato e in parte sommerso dalla neve. Due persone che si trovavano all'esterno sono state messe in salvo. Pronti a partire per l'hotel 'Rigopiano' l'elicottero della Capitaneria di Porto e quello del 118 dell'Aquila, mentre è a disposizione quello del 118 di Pescara. Il Centro coordinamento soccorsi, in Prefettura a Pescara, attende di conoscere lo scenario all'interno dell'hotel per allestire la macchina del soccorso.
Critica la situazione anche nel resto dell'Abruzzo. Maltempo e nuove forti scosse di terremoto tengono in ginocchio il Centro Italia, con paesi sommersi dalla neve e valanghe causate con tutta probabilità dagli eventi sismici. Un uomo è morto sotto un edificio crollato nel Teramano, mentre un altro risulta disperso per una slavina nell'Aquilano. Proseguono intanto le scosse di terremoto, dopo le quattro di magnitudo superiore a 5 registrate ieri: dalla mezzanotte ne sono state registrate oltre 80 (considerando solo quelle di magnitudo non inferiore a 2), tra cui 2 di magnitudo 3.5. A causa del maltempo risultano disalimentate 98 mila utenze elettriche in Abruzzo e 14 mila nelle Marche.

La valanga di dimensioni importanti sarebbe venuta giù in un tratto boschivo e per questo particolarmente violenta e avrebbe investito auto, bestiame e parte dell'albergo. Alcune persone presenti nell'albergo sarebbero scese a valle per dare l'allarme contattando la polizia provinciale e parlando dei dispersi. I testimoni hanno parlato di una valanga di inaudita forza per la zona che si sarebbe staccata dalla montagna e avrebbe travolto parzialmente l'hotel Rigopiano.
I soccorsi sono stati rallentati da una bufera di neve. Anche il "gatto delle nevi" dei vigili del fuoco ha incontrando difficoltà e i soccorritori sono potuti arrivare grazie alle turbine dei pompieri. 
La giornata di ieri - A cinque mesi dal primo, devastante terremoto, torna a tremare l'intero Centro Italia: 4 scosse di magnitudo superiore a 5 hanno fatto rivivere l'incubo a centinaia di migliaia di persone in Lazio, Abruzzo, Umbria e Marche, già provati da mesi di vita in condizioni difficilissime. Il bilancio, per ora, è di una vittima e di un disperso. "Ogni scossa aggrava le condizioni dei cittadini, ma aumenta anche la nostra determinazione a star loro vicini e ad aiutarli" dice il capo dello Stato  Sergio Mattarella. Dai territori devastati sale il grido di dolore dei sindaci, unito alla richiesta di aiuti ed a qualche protesta. La Protezione civile parla di "condizioni estreme" ed invia più uomini e mezzi così come la Difesa. Predisposti i servizi anti-sciacalli.
"Diverse zone non sono state raggiunte, abbiamo contatti ma molte zone sono isolate. Il tutto reso più difficile dalla viabilità", ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, che ha invitato ad evitare spostamenti.


La vittima è un uomo di 83 anni rimasto sepolto nel crollo della sua stalla a Castel Castagna (Teramo). C'è poi un disperso ad Ortolano, un uomo travolto da una slavina che si è staccata sopra le case della frazione di Campotosto (L'Aquila). Decine le frazioni isolate, che i soccorritori non sono ancora riusciti a raggiungere a causa delle forti nevicate. Al terremoto si aggiunge infatti un'ondata di maltempo che non dà tregua ormai da giorni.

"L'emergenza non è il terremoto né i danni in zona rossa, bensì la neve. Abbiamo urgente bisogno di turbine, non bastano gli spazzaneve. Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve" è l'allarme lanciato dal sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Appello disperato anche dal sindaco di Camerino, nel Maceratese, che però punta il dito contro gli intoppi burocratici e afferma di aver chiesto l'intervento dell'esercito senza però ottenere risposta. "Siamo totalmente abbandonati a noi stessi" denuncia. Situazione di emergenza in tutta la provincia di Teramo, dove ci sono centri isolati per neve, paese senza energia da 48 ore e le autorità chiedono l'intervento dell'esercito e del Genio militare. In particolare, a Teramo, il sindacato dei poliziotti Sappe denuncia una situazione di "paralisi totale" nel carcere di Castrogno dovuta al maltempo e al sisma, con detenuti e personale al gelo e mancanza di elettricità che impedisce di preparare il vitto, ed esprime timori che possano scoppiare disordini. Crolli si sono verificati a Campotosto e Poggio Cancelli, comuni dell'aquilano che si trovano nella zona dell'epicentro. La gente ha scavato nella neve per scappare a causa della paura delle scosse.

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Tante le richieste di soccorso e le testimonianze. "Siamo per strada, sommersi dalla neve e non riusciamo nemmeno a scappare. Continuano a esserci scosse e la gente urla per strada. Cerco inutilmente di contattare mia madre che si trova in una struttura di Montereale" è la drammatica testimonianza di Serena Testa, che vive a Marruci, frazione di Pizzoli in provincia dell'Aquila, vicinissima alla zona dell'epicentro delle scosse. Dodici viaggiatori del treno regionale 7100, bloccato lungo la linea ferroviaria Civitanova-Albacina non lontano dalla stazione di San Severino Marche per accertamenti tecnici sulla tratta dopo le scosse di terremoto, sono stati soccorsi da un pullman sostitutivo e hanno potuto riprendere il viaggio verso Macerata. Criticità nella zona di Amatrice.


giovedì 19 gennaio 2017 - 08:23 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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