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Cultura & Spettacolo

Casola - Conclusa la II edizione del Presepe Vivente. Raddoppiato il numero delle visite rispetto all'edizione scorsa

Il Presepe Vivente di Casola di Napoli si fonda sul connubio tra il sacro e il profano e sulla magia della tradizione e della cultura partenopea, quella forma mentis che ha fatto di Napoli un palcoscenico unico e invidiato da tutto il mondo.

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Ennesima ondata di successo, nonostante le temperature gelide, per la serata conclusiva della II edizione del Presepe Vivente di Casola di Napoli. Registrate, in conclusione, il doppio delle presenze rispetto alla scorsa edizione. La serata finale ha visto anche la presenza del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Napoli, Luigi Riello e l’attenzione della Città Metropolitana di Napoli che ha premiato la manifestazione con uno speciale, più altre autorità intervenute.
Inedita e accattivante la processione delle pacchiane partita dalla Chiesa di Sant’Agnese nel primo pomeriggio, con la presenza di Don Raffaele e arrivata fino alla location del Presepe.
Contenti gli organizzatori, dal Sindaco Peccerillo, ai consiglieri comunali Rachele Chirico e Giuseppe Sabatino al direttore artistico Ciro Bianchi che danno l’appuntamento già al prossimo Natale per un presepe che ha dimostrato di essere sopra le righe fuori dai classici schemi religiosi, dove l'unica chiave di lettura è quella della cultura partenopea che come sempre viaggia negli eccessi e dove convivono quotidianamente gli opposti.


Il Presepe Vivente di Casola di Napoli si fonda sul connubio tra il sacro e il profano e sulla magia della tradizione e della cultura partenopea, quella forma mentis che ha fatto di Napoli un palcoscenico unico e invidiato da tutto il mondo.
L’intero percorso è recitato e interpretato dai quasi 100 figuranti dove si susseguono personaggi, figli della tradizione, anche molto blasfemi e atipici, nell'immaginazione del presepe ma fondamentali per raccontare la storia di un popolo che negli anni ha subito tante dominazioni e accolto tante diversità, un viaggio che alla fine viene esorcizzato dalla sconfitta del male, nella "lotta" tra il bene interpretato dalla figura di San Michele Arcangelo e il male nella persona di Lucifero. Il Presepe ha rappresentato un tuffo nella cultura napoletana, accompagnata da un meraviglioso paesaggio e da una minuziosa riproduzione dei costumi fedeli ispirati ai presepi del ‘700 napoletano.
Appuntamento al Natale prossimo dunque, con gli organizzatori che hanno già in mente nuove e sorprendenti sorprese.


sabato 7 gennaio 2017 - 15:10 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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