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martedì 18 giugno 2019 - Aggiornato alle 18:39
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Cronaca

Il litorale vesuviano più esposto ai tumori


Lo ha reso noto lo studio del "Progetto Sentieri", Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento,")

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Quello che da anni la cittadinanza attiva dei territori vesuviani urlava al muro di gomma delle Istituzioni, sorde e cieche al disastro ambientale che si consumava ai danni della popolazione del Sito d' Interesse Nazionale del litorale vesuviano trova oggi finalmente,  ma sarebbe più giusto dire purtroppo, conferma dagli studi della comunità scientifica.
Il "Progetto Sentieri" ("Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento - SIN") appena reso pubblico, dimostra con validazione scientifica, qualora ve ne fosse bisogno, che tra la popolazione  dei  Comuni presi in esame dallo studio, Boscoreale • Boscotrecase • Castellammare di Stabia • Ercolano • Pompei • Portici • San Giorgio a Cremano • Terzigno • Torre Annunziata • Torre del Greco • Trecase, circa 500 mila cittadini, si riscontrano percentuali di patologie, tumori e malformazioni congenite di gran lunga superiori ad  altre aree della nazione, causa l'esposizione ultradecennale a inquinanti di qualunque tipo e da discariche di stato e non, nelle quali si è sversato, senza controllo, praticamente di tutto.
 
Disastro ambientale che , inascoltati o derisi da anni, denunciavano Comitati e Associazioni, semplici cittadini, medici territoriali, scienziati illuminati, legali sensibili  e blogger indipendenti,  come atti formali, denunce prodotte, cataste di articoli e siti web possono dimostrare.
Tutto ciò,  in primo luogo, per la colpevole assenza di chi, rappresentando le Istituzioni,  ha pensato bene di rispondere alla legittima richiesta di salvaguardare la salute della popolazione campana, sancita dalla Carta costituzionale, con la "militarizzazione"  del territorio.
Ma anche di chi negli ultimi vent'anni, con le dovute gradazioni di colpe, ha agito nell'incapacità più assoluta di controllare il territorio e la sua devastazione.
Senza tacere l'assordante silenzio di alcune Procure, che da anni compulsate ripetutamente sulle grandi questioni di legalità violata dal fenomeno delle discariche, di stato e non, non è stata in grado di produrre atti sanzionatori, in base al principio di precauzione, a salvaguardia del grave danno alla salute arrecato ai cittadini di tali territori, e più in generale dell'intera Campania.



Da oltre un anno si attendono i dati delle perizie commissionate dalla Procura della Repubblica di Nola per valutare lo stato di inquinamento della falda dell'area di Terzigno, ripetutamente segnalato da relazioni per molti versi equivoche dell'Arpa Campania, da studi commissionati dall'ISPRA e da inchieste sollecitate al Ministero dell'Ambiente e ad alcune ASL a tutt'oggi mai espletate, nonostante i preoccupanti dati prodotti da scienziati internazionali, dall' I.S.S. e  finanche dall'O.M.S. che certificano aumenti esponenziali di patologie tumorali e malformazioni congenite in tali aree determinate da diossine, metalli pesanti e sostanze percolato simili.
Per non parlare della presenza di enormi quantità di derivati dell'amianto disseminati su tutto il territorio della provincia di Napoli e Caserta e di enormi quantità di plastiche nocive e pneumatici che dati alle fiamme riversano quantità industriali di diossina nel terreno e di conseguenza nel ciclo alimentare animale e umano.
Insomma la fondata preoccupazione e che tale Studio epidemiologico evidenzi solo l'inizio di un calvario del territorio vesuviano e campano foriero, tra qualche anno, di una catastrofe ambientale e umanitaria di proporzioni bibliche.
In questo deserto Istituzionale solo l'Europa ha risposto al grido di sofferenza dei cittadini che, in base alla Convenzione di Aarhus hanno più volte richiesto il suo intervento per denunciare quanto  accade da anni in Campania.
E all'Europa si guarda ora e, in particolare, alla  Corte di Giustizia UE per riportare lo stato di diritto in un territorio profondamente devastato da illegalità dominante, da degrado diffuso e da devastazioni ambientali senza fine.
E non si può più ritardare l'urgente messa in sicurezza e la possibile bonifica delle aree inquinate responsabili  dei danni alla salute delle popolazioni residenti.
Per una volta, le Istituzioni tutte, sappiano dare una risposta  concreta approntando un grande programma di bonifica integrata, corredata da risorse adeguate, a salvaguardia delle nuove generazioni.
Rete dei Comitati vesuviani - Zero Waste Italy


sabato 10 novembre 2012 - 8.35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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