Il calcio è lo sport più seguito al mondo, e questo è un dato di fatto inconfutabile. Ciò lo rende particolarmente appetibile dal punto vista commerciale, tanto da attrarre gli interessi di sponsor a tutti i livelli. Il denaro che vi gira intorno è tanto, e questo fa in modo da renderlo potente. Riesce persino ad esercitare pressioni sul mondo politico, influenzandone le scelte.
Ma questo, purtroppo, finisce per oscurare tanti altri sport "minori", che invece andrebbero seguiti e, soprattutto, supportati.
A Castellammare di Stabia, per esempio, sono tanti gli sport che negli ultimi anni stanno conquistando sempre maggiore popolarità. Dal basket, alla pallavolo, dal rugby al nuoto. Ma da queste realtà, unanime, si leva la protesta per l'assenza di strutture sportive comunali in grado di supportarne le attività.
L'ultima, in ordine di tempo, a lanciare il proprio appello è stata l'associazione sportiva Wasps Stabia Rugby. Una realtà che, in pochi anni, ha conquistato l'attenzione di centinaia di giovani appassionati a questo sport che, all'apparenza duro e pericoloso, in realtà è l'essenza della sportività. Con poche risorse finanziarie, è riuscito a risalire le categorie dei diversi campionati. Giocavano al Romeo Menti. E sugli spalti, nel corso delle loro partite, si vedevano centinaia e centinaia di spettatori. Placcaggi, mischie e scontro duri, finivano con una stretta di mano al centro del campo da gioco. Hanno inventato il terzo tempo: momento di amicizia che, in altri sport, a fine gara, non si è riuscito a replicare. Ma poi la luce su di loro si è spenta. Gli è stato negato di giocare nello stadio comunale Romeo Menti. Dovevano giocare in un campo concesso da una parrocchia cittadina che, dopo un po', "si sono scocciati -ha detto il presidente dei Wasps Paolo D'Arco - ed oggi siamo senza una struttura dove poter giocare".
Il loro sogno è ritornare al Romeo Menti anche se sanno che, con la Juve Stabia in serie B, è praticamente impossibile avere lo stadio. Ed allora? Allora si allenano sull'arenile stabiese, tra lo sguardo compiaciuto di chi, passeggiando in villa comunale, si ferma a guardarli.
"Chiediamo alle istituzioni di starci vicino - dice Fabio D'Arco - Siamo una bella realtà stabiese. Stiamo portando avanti un importante progetto sociale che è "Rugby scuola di vita". Ne inizieremo un altro, in collaborazione con alcune parrocchie cittadine, che si chiamerà "Il fratello maggiore"".
Quindi, la nota dolente. "Chiediamo alle istituzioni di venirci incontro - prosegue il presidente dei Wasps Stabia Rugby - Abbiamo bisogno di una struttura dove allenarci e dove giocare. Del resto - afferma anche con una certa soddisfazione - giochiamo un campionato di serie C, portiamo il nome di Castellammare in giro per l'Italia. Per questo, vorremmo giocare le nostre gare interne qui a Castellammare, la nostra città. Non possiamo andare emigrare a Santa Maria Capua Vetere o a Pomigliano D'Arco per giocare".
L'altro appello è alle azienda locali affinchè "supportino il nostro progetto sociale. Siamo un gruppo di volontari, nessuno percepisce uno stipendio. Ci autotassiamo per far fronte alle spese che sosteniamo. Con un piccolo aiuto potremmo fare molto di più".
Dopo cinquant'anni di attesa e un lungo percorso di recupero, la storica struttura nel cuore del rione San Marco viene restituita alla comunità con l'inaugurazione del nuovo centro polivalente alla presenza del sindaco Luigi Vicinanza.