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Cronaca

Castellammare - Operazione Olimpo, la DDA chiede il giudizio immediato per i 13 indagati


Rischiano il processo immediato Luigi Di Martino, Nicola Esposito ma anche Teresa Martone (moglie del defunto Michele D'Alessandro) e i fratelli di Paolo Carolei

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Nessuna udienza preliminare, la Direzione Distrettuale Antimafia chiede il giudizio immediato per i capi clan di Castellammare di Stabia. Passo in avanti nell'inchiesta Olimpo dopo gli arresti del dicembre scorso quando la polizia di Stato eseguì 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e affiliati alle cosche stabiesi. La richiesta è stata avanzata dal pm Cimmarotta e ora dovrà essere valutata dal gip che dovrà decidere il da farsi. Rischiano il processo, oltre all'imprenditore Adolfo Greco, anche Teresa Martone, moglie del defunto capoclan Michele D'Alessandro; Liberato Paturzo, imprenditore vicino a Scanzano; Michele e Raffaele Carolei, fratelli del luogotenente Paolo; Luigi Di Martino o' profeta; Nicola Esposito o' mostro; Aniello Falanga; Giovann Gentile; Raffaele Afeltra e Attilio Di Somma. Le accuse nei loro confronti sono gravissime: estorsione aggravata del metodo mafioso e detenzione di armi.

Per Greco, tuttavia, è ancora in bilico l'esito del ricorso in Cassazione presentato dalla difesa che per lui ha chiesto la scarcerazione. Nel frattempo però si attende il verdetto del gip che potrebbe accettare le richieste della DDA mandando tutti a processo evitando le udienze preliminari. L'inchiesta Olimpo, come si ricorderà, ha scosso la città di Castellammare nel mese di dicembre scorso. Gli inquirenti, dopo aver chiuso le indagini, diedero inizio alla maxi retata che portò in carcere 13 persone mentre sono oltre 30 gli indagati, fra cui anche il figlio di Adolfo Greco, Luigi.


Fra i reati contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia ci sono le estorsioni ai danni dei commercianti di Castellammare e Gragnano oltre che ai grandi imprenditori. Secondo l'accusa il collante fra la criminalità organizzata e il mondo del commercio era lo stesso Greco che si sarebbe interfacciato con i suoi colleghi per chiedere dei favori per conto dei clan. Infatti avrebbe spinto per l'assunzione di un nipote di Paolo Carolei all'interno di un supermercato oltre che per far assumere la figlia di Vincenzo D'Apice, ras di Ponte Persica, in un altro grande magazzino.

Accuse pesanti per Greco che rischia così di finire a processo al fianco dei capiclan stabiesi. Ad essere colpiti dall'inchiesta Olimpo sono quattro clan: D'Alessandro, Cesarano, Afeltra e Di Martino. Dall'operazione sono emersi elementi importanti sul modus operandi della camorra stabiese che ha iniziato ad interessarsi particolarmente agli appalti pubblici cercando di infiltrarsi nella macchina amministrativa. Al centro delle indagini c'è anche la riqualificazione dell'area ex Cirio sulla quale ci sarebbe stato forte l'interesse della famiglia Carolei/D'Alessandro che avrebbe voluto impossessarsi dell'appalto. Ma proprio sul centro dismesso di via Napoli è stato aperto un nuovo filone seguito dalla Procura di Torre Annunziata che coinvolge politici locali e regionali di Pd e Forza Italia.


mercoledì 8 maggio 2019 - 10:04 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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