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Cronaca

Castellammare - Custodiva in casa due tele di Van Gogh rubate ad Amsterdam, condannato a 18 anni il ras del narcotraffico Raffaele Imperiale

Il noto narcotrafficante si impadronì dei due dipinti rubati nel 2002 con un affare da 5 milioni e li nascose nella casa dei genitori a Castellammare, luogo in cui pensava che nessuno potesse trovarli, nascosti com'erano tra due panni di stoffa all'interno di un'intercapedine ricavata nella cucina.

Il suo nome è salito alla ribalta delle cronache nazionali in seguito al clamoroso ritrovamento nell'abitazione di famiglia delle tele di van Gogh trafugate nel 2002 dal Museo di Amsterdam dedicato al celeberrimo pittore impressionista del XIX secolo.

Il ras del narcotraffico Raffaele Imperiale, latitante a Dubai, ieri è stato condannato a 18 anni di reclusione da parte del Tribunale di Napoli, che ha anche autorizzato la restituzione dei dipinti al termine di un processo con rito abbreviato. Con lui è stato condannato a 20 anni di reclusione anche Carmine Amato, nipote del capoclan scissionista Raffaele, mentre Mario Cerrone se l'è cavata con 14 anni in primo grado.

Noto da ragazzo col soprannome di Lelluccio Ferrarelle perché dedito all'attività di consegna di acqua minerale, bibite e bevande a ristoranti e alberghi, Imperiale si trasferì successivamente nei Paesi Bassi, dove aprì un coffee shop in cui erano ammesse anche le droghe leggere nel rispetto della legge olandese. E proprio qui entrò in contatto con gli scissionisti del clan Amato-Pagano che lo istruirono sul commercio degli stupefacenti.

Raffaele iniziò così a far parte della malavita e accumulò denaro a palate, concedendosi una vita lussuosa e investendo in ville, terreni e società. Quando nel 2002 ad Amsterdam fu realizzato il furto al Museo Van Gogh, i ladri decisero di mettersi in contatto con lui, coscienti che l'accordo sarebbe stato raggiunto in virtù della disponibilità economica illimitata del ras del narcotraffico.




Imperiale si impadronì così dei due dipinti con una transazione da 5 milioni e li nascose nella casa dei genitori a Castellammare, luogo in cui pensava che nessuno potesse trovarli, nascosti com'erano tra due panni di stoffa all'interno di un'intercapedine ricavata nella cucina.

È stato Mario Cerrone, suo socio in affari per diversi anni, a fornire gli indizi alla Finanza nell'ambito di una dichiarazione confessoria dello scorso 8 settembre al cospetto del pm Vincenza Marra, titolare del fascicolo a carico di Imperiale. E così si arriva al clamoroso ritrovamento. Due tele in perfette condizioni, risalenti al primo periodo dell'ispirazione pittorica del maestro olandese.

Quei granelli di sabbia su “La Spiaggia di Scheveningen durante un temporale” che confermano l'autenticità di un'opera tra le più ricercate al mondo, al punto che l'Fbi aveva deciso di inserirla nella “Top ten art crimes”.

Quando la Guardia di Finanza ha iniziato ad interessarsi alle losche attività di Imperiale ed è arrivata la notifica di custodia cautelare nei suoi confronti, Raffaele era a Dubai e alloggiava nell'albergo Burj Al Arab, da 1500 euro a notte. E tuttora è lì che Imperiale si è costruito la sua latitanza dorata, incurante delle beghe giudiziarie che lo vedono coinvolto.


venerdì 20 gennaio 2017 - 15:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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