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L’impatto dello smart working sui mercati azionari


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Lo smart working è una modalità di lavoro senza vincoli di luogo e di orario ed è diventato di grande attualità nel corso del 2020 a seguito del lockdown e delle restrizioni alla mobilità dei cittadini in tutto il mondo, che hanno costretto molti lavoratori a proseguire le loro attività da casa.

In realtà, il lavoro online era già una realtà da diversi anni in molti settori, soprattutto quelli legati al digitale. Anche in Italia – da sempre fanalino di coda in Europa per quanto riguarda il progresso tecnologico – professioni come il giornalista, il graphic designer, il copywriter o il programmatore web da tempo avevano la possibilità di essere svolte da casa semplicemente con un computer ed una connessione Internet. Altre professioni erano meno digitalizzate, ma avevano già online parte della loro attività.

Gli effetti sui titoli tecnologici in Borsa
Con la pandemia da Coronavirus, tutto questo ha avuto una forte accelerazione e così molti lavori sono diventati al 100% digitalizzati. Durante la quarantena, milioni di persone si sono ritrovate a lavorare da casa e a dover organizzare le proprie mansioni da remoto. Per molti era una novità e non è stato facile mantenere elevata la produttività o interagire con i clienti in modalità online.

Per sopperire ai limiti fisici di questa tipologia di lavoro sono stati utilizzati numerosi strumenti e diverse applicazioni, che prima erano piuttosto di nicchia ed improvvisamente si sono ritrovate ad avere moltissimi utenti in più. Software come Zoom (videoconferenze) e Slack (strumenti di collaborazione aziendale) hanno registrano milioni di download e le società che li realizzano hanno visto aumentare il loro valore in Borsa. Ad esempio, le azioni Slack – grazie anche alla scelta di grandi aziende come IBM di utilizzare questo strumento invece che il concorrente Google Teams – hanno visto un forte incremento nonostante la società Slack Technologies non sia ancora andata in profitto dal momento del lancio sul mercato.

Anche per Zoom a Wall Street il 2020 è stato un anno d’oro e le previsioni sono piuttosto positive anche per il futuro. La società che produce il celebre servizio di videocomunicazioni ha visto un aumento delle quotazioni del titolo azionario a Wall Street di oltre il 600%, diventando il titolo che più ha guadagnato durante la pandemia da Coronavirus. 

Non solo Zoom, ecco altri servizi in crescita
Tra i titoli da tenere d’occhio ci sono anche Fastly e Cloudflare, non molto conosciuti, ma scelti da moltissime aziende in tutto il mondo.


Si tratta di piattaforme cloud globali che vengono utilizzate soprattutto quando c’è un elevato numero di utenti online contemporaneamente in attività di streaming, gioco, lettura, ecc. Nell’intero 2020 le azioni Cloudflare hanno fatto segnare un incremento del 380%, mentre Fastly del 273%.

Meno famoso rispetto ai precedenti, ma ugualmente interessante è Citrix, che offre soluzioni di virtualizzazione del desktop e di collaborazione digitale. Si tratta di un software molto apprezzato soprattutto negli ambiti legati all’imprenditoria e nelle grandi aziende, tanto che il 98% delle società del Fortune 500 utilizzano i prodotti di Citrix Systems. Durante il lockdown è stato particolarmente utile perché ha permesso ai dipendenti di numerose società di lavorare da casa utilizzando lo stesso desktop che avevano in ufficio, con evidenti benefici sulla produttività e sulla continuità del lavoro. Il titolo ha avuto un sensibile apprezzamento durante la pandemia ed è indicato tra i più interessanti anche nei prossimi mesi.

Lo smart working in Campania
Ma come è stata accolta la nuova modalità operativa nelle aziende campane? Nella regione le attività lavorative di dipendenti e liberi professionisti sono state digitalizzate in forma massiva, a partire dalla pubblica amministrazione, tanto che a Palazzo Santa Lucia ben 8 dipendenti su 10 lavorano in smart working. Certo, a pesare su questi dati ci sono le restrizioni imposte dalla regione non solo nella prima ondata di Covid-19, ma anche nella seconda durante l’autunno. In ogni caso, sembra che i cittadini si siano adattati velocemente ai cambiamenti dettati dalla situazione sanitaria, nonostante un significativo gap infrastrutturale a causa della scarsa qualità delle connessioni Internet in molte aree della regione.

In futuro lo smart working sarà la normalità
Se c’è una cosa su cui tutti gli analisti concordano è nei prossimi anni lo smart working diventerà una normale modalità di lavoro. Anche quando gli effetti della pandemia da Coronavirus saranno passati, il mondo del lavoro non sarà più lo stesso, tanto che alcune aziende hanno già iniziato a ridimensionare i propri uffici nell’ottica di un potenziamento di questa modalità lavorativa a tempo come soluzione a lungo termine.



L’impatto dello smart working sui mercati azionari

lunedì 21 dicembre 2020 - 20:24 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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